
Perchè scrivo di lui..perché è una persona che mi piace, perché ho tratto delle mie personalissime conclusioni che nascono dalla lettura di libri, articoli, una anche se pur minima conoscenza...
Antonio
Ingroia...magistrato in prima linea, amato delfino di Falcone e
Borsellino...che lascia la magistratura per dare vita ad un progetto
politico...in un momento forse non giusto..una scelta che poteva
essere paragonabile a quella di un altro magistrato Antonio Di
Pietro...di cui si comprendeva in realtà una sua scelta di prendere
dalla politica e non dare....
Antonio
Ingroia il cui impatto mediatico non è dei migliori, grazie
anche a Crozza che lo ha presentato come indolente, assente mentre
faceva una gran cortesia a Renzi, la cui imitazione così vivace,
sbarazzina, un pò folle e presentando una persona che usciva dagli
schemi....la gente ha votato Crozza.
Antonio
Ingroia si divide tra coloro che lo amano e coloro che lo odiano...io
provo rispetto ed ho cercato di capire le sue, per molti, discutibili
scelte..
Iniziamo
con l'inizio della sua carriera, un inizio in prima linea, in una
città che malgrado la loro costante lotta contro un cancro,
purtroppo mai debellato che poneva tutti i cittadini agli occhi del
mondo in uno stato di degrado morale , riusciva ad essere loro
contro..disturbati dalle scorte che li accompagnavano giorno e notte
eppure rischiavano sopratutto per loro e non per gloria
personale non era certo una vita così divertente nè per loro
nè per le loro famiglie.
Altra
mia deduzione tratta dai libri che ho letto...un dispiacere di cui
penso se ne faccia un pò una colpa...il non avere conquistato la
fiducia di Rita Atria...la quale non si fidava nemmeno di sè stessa
ma solo di Borsellino...ma Rita non era in grado di andare oltre
Borsellino nè ci fu il tempo per Borsellino di trasferire la stessa
sicurezza anche nei confronti del giovane magistrato che
l'accompagnava...Non è stato un fallimento ma solo mancanza di
tempo...un tempo rubato dalla mafia..
Poi..il
maxi processo 10 febbraio 1986....un lavoro enorme, giorno e
notte...collegamenti, intercettazioni....Il
processo va avanti per due anni circa e il 16 dicembre 1987 arriva la
sentenza. Su 474 imputati, 360
vengono condannati e
tra questi ci sono pericolosi boss
latitanti,
come Riina e Bernardo Provenzano, catturati rispettivamente nel
1993 e nel 2006 ma
in appello ed in Cassazione le condanne si riducono a
60...qualcosa non va.... e qui la delusione di Falcone e Borsellino e
dei giovani magistrati che con loro avevano lavorato, creduto e
rischiato. La
loro sensazione è quella di vivere in uno Stato coinvolto nel
malaffare, si sentono soli, sono soli...volevano cambiare le cose
incancrenite ma...Cosa Nostra esiste, esiste con tutte le sue
ramificazioni a tutti i livelli e settori. Quando hai Stato,
politica, colleghi coinvolti...la voglia di gettare la spugna e
mollare ti viene.
Così
di delusione in delusione, di una stampa ed un'opinione pubblica che
si sente di colpevolizzarlo, di presentarlo come traditore e
contestare le sue scelte di dare notizie sovente distorte e mai o
quasi mai le rettifiche... vuole rientrare dalla finestra e
questa volta come movimento politico anche tramite la politica si può
cambiare questa Italia..è un'altra strada da percorrere...un
tentativo che se va a buon fine potrebbe essere l'inizio di un
cambiamento...ma un cambiamento che non piace agli altri...in fondo
Ingroia è pur sempre nel suo cuore un magistrato vero...non può
piacere...
Riccarda
Balla
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