Molto interessante il saggio di Giacomina Cassina sulla
prevaricazione di un linguaggio astruso
essenzialmente di provenienza anglosassone…ricco di spunti su vari
termini come Jobs act e Leader per es..
e poi si finisce per sorridere... con amarezza perchè ci rendiamo conto che in
realtà è il linguaggio che crea distanze, muri ecc... tra i cittadini e i
rappresentanti del potere ( ricordate per es. le “convergenze parallele” di
Aldo Moro?).
Quindi sia chiaro non attacco la lingua inglese in quanto
tale, non sono bacchettone!, ma il suo uso per così dire spropositato,
ingiustificato, in diverse situazioni che appunto fa sorgere il dubbio che sia
usato appositamente per creare una distanza, di cui dicevo prima…
Da anni mi occupo di programmazione europea, di fondi
strutturali ecc.., quindi quotidianamente mi trovo a studiare e lavorare su
documenti della Commissione Europea, delle sue varie Agenzie, di Programmi ecc…
e in genere i siti web e relativi documenti sono in gran parte in lingua
inglese, seguiti a distanza dal francese, dal tedesco e a volte dallo spagnolo…
dell’italiano non c’è traccia ( se non in siti espressamente tradotti in tutte
le lingue della CE).
Diciamolo chiaramente l’Italia in questa Unione Europea
conta quanto il Portogallo o la Grecia, e non dipende dai nostri rappresentanti
dai Prodi, Berlusconi o Renzi che si voglia. La UE è governata da sempre dall’asse
franco-tedesco e i loro accoliti e poi ci sono gli altri paesi…
Quindi , per concludere, la lingua esprime un potere
politico (vero prof. Chomsky?) ma questo è anche un potere economico? E soprattutto
il mondo occidentale, quello che una volta lo si definiva “sviluppato”, è in
grado di governare la globalizzazione, il flusso incessante dei capitali del
mercato finanziario?
Non saprei davvero rispondere!
Mi sembra che l’asse della crescita economica si stia spostando
sempre più verso il sud-est asiatico.
Non tarderà molto che la capitale ( NYLON= New York-Londra)
diventerà SHPE (Shanghai- Pechino o altre grandi megalopoli dell’est…).
Quindi cominciamo a far pratica con gli ideogrammi!
Gippi
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