82 morti, 900 feriti: questo il bilancio provvisorio delle vittime degli attacchi sferrati fino ad ora da Israele aGaza, lo ha affermato il responsabile dei servizi medici di Gaza City.
Israele promette di rafforzare l’offensiva contro Hamas mentre proseguono i raid aerei di su Gaza, oltre 150 solo qualche notte fa, in risposta al lancio di razzi Kassam dalla Striscia da parte dei militanti palestinesi.
Lunedì notte, sono stati lanciati 225 razzi, mentre martedi notte scorsa l’aviazione israeliana ha effettuato 160 raid su Gaza su un totale di 430 attacchi aerei. Secondo il ministero della Sanità a Gaza, riporta la Bbc online, tra le 21 persone c’erano anche quattro donne e tre bambini. A questi si aggiungono i quattro uomini-rana palestinesi (cinque secondo alcune fonti) uccisi dai militari poco a nord della Striscia.
Da parte sua, l’ala militare di Hamas ha annunciato che d’ora in poi tutti gli israeliani vengono considerati obiettivi. Un avvertimento accolto dal premier Benjamin Netanyahu che martedi sera con la promessa di “espandere notevolmente le nostre operazioni contro Hamas” di fronte alla minaccia dei razzi. Israele, inoltre, ha avvertito Hamas che potrebbe lanciare un’operazione di terra per fermare il lancio di razzi ed ha autorizzato il richiamo di 40mila riservisti.
Questo è l’agghiacciante rimpallo di avvertimenti, di accuse, di raid, di morte che si sta consumando in questi giorni in cui tira vento di guerra tra Israele e Palestina , un macabro balletto sui cadaveri di tanti civili vittime di una guerra che ha mostrato di trascendere quelle che sono le logiche della guerra guerreggiata o della guerriglia diffusa.
Dal rapimento dei 3 giovani coloni, ebrei integralisti, con la loro uccisione e sepolture nelle campagne; dal linciaggio di un giovane palestinese ad opera di 6 ebrei, ultras della destra e della tifoseria, rei confessi; dalle spedizioni punitive nei territori di militari e coloni israeliani tese a scovare gli antagonisti di Hamas, concluse con la distruzione e l’incendio di abitazioni e negozi: da questi avvenimenti, con il corollario di una miriade di episodi di violenze e scontri, discende l’opportunità per Israele, e, di converso, Hamas, di rilanciare l’operazione ‘tabula rasa’ al fine di recidere qualsiasi ipotesi di soluzione, tesa a sancire uno specie ‘status quo’ che permetta la sopravvivenza delle comunità palestinesi.
Lo scombinamento dei fragili equilibri Medio Orientali in atto dall’inizio dell’anno ha visto ridursi lo spazio politico, il sostegno militare ed economico di Hamas, posto l’affermarsi incontrastato di al Sisi in Egitto, feroce esecutore della Fratellanza mussulmana su cui ha sempre contato Hamas, visto il rientro nei ranghi di governo degli Hezbollah libanesi, impegnati a sostenere in Siria il vicino Assad minacciato sempre più dalla penetrazione territoriale delle milizie jihadiste del nuovo califfato dello Stato Islamico, ora al centro dell’attenzione militare e politica di tutte le potenze di quest’area geopolitica.
Sicuramente per Israele una situazione ghiotta per cercare di infliggere un colpo pesante e devastante all’enclave di Gaza che rappresenta la spina nel fianco per la propria sicurezza. Siamo, dunque, nel pieno di questa offensiva che non risparmia niente e nessuno, dove sembra che il richiamo al rispetto dei principi proclamati nella carta delle Nazioni unite sia rimasto un pio desiderio.
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