domenica 23 marzo 2014

Le elezioni saranno un referendum su Renzi e l’Unione Europea



Mancano due mesi alle elezioni europee e le coordinate della partita si vanno definendo. I due fattori principali – consenso o meno all’Unione Europea e all’esecutivo di Renzi – saranno quelli che daranno la cifra di una competizione elettorale che è stata sempre considerata di “serie B”, una sorta di voto in libera uscita, senza alcuna preoccupazione per “il voto utile” come avviene invece nelle elezioni italiane.

Abbiamo la netta impressione che questa volta non sarà così. Queste elezioni europee avranno le caratteristiche di un vero e proprio referendum sul governo Renzi e – in stretta connessione – sulla subalternità dell’Italia all’Unione Europea. Se questo è lo scenario è chiaro che in questa competizione verranno messi in moto tutti gli apparati di consenso tesi a convogliare il voto utile sul Pd e Renzi per mandare un segnale positivo al “pilota automatico” di Bruxelles. Non solo. Renzi e gli apparati legati all’oligarchia europea intende usare queste elezioni-referendum contro quella che oggi appare come la principale dissonanza al loro progetto di stabilizzazione e governance: il Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo.

Contestualmente si gioca anche la partita sul consenso nella società italiana verso l’Unione Europea, i suoi vincoli, i suoi trattati e le le sue conseguenze antisociali. E qui viene il bello ma anche la contraddizione con cui fare i conti.
Discutendo sul libro di D’Alema, Renzi ha segnalato come tutti i sondaggi indichino un aumento esponenziale dell’ostilità popolare nella società verso l’Unione Europea. Il mito dell’europeismo italiano – per anni egemone, acritico e indiscusso – ha subìto colpi durissimi dovuti alla manifestazione concreta delle pesanti conseguenze dell’adesione dell’Italia all’Eurozona e all’Unione Europea. Insomma i lavoratori, i disoccupati, i settori popolari nel nostro paese non sono affatto scemi come viene arbitrariamente ritenuto. Ed anche pezzi di piccola e media borghesia hanno visto precipitare il loro status sociale sotto i colpi della centralizzazione e concentrazione economica e finanziaria a livello europeo.
- http://www.contropiano.org/

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