“La mafia uccide solo
d'estate” è il primo film scritto, diretto e interpretato da Pierfrancesco
Diliberto, già noto all’audience con l’appellativo di Pif.
Il grandissimo successo del suo programma – documentario “Il testimone” gli ha fatto raggiungere
la notorietà in brevissimo tempo, tanto che, a soli 6 anni dal debutto su MTV,
Diliberto sfonda quest’anno come regista sul grande schermo.
Come si può evincere dal titolo, il film (prodotto dalla Wildside e distribuito dalla 01 Distribution) tratta una questione
scottante nel Sud Italia, quella delle organizzazioni
mafiose, ma sempre con una pungente ironia e satira che caratterizzano lo
stile di Pif e grazie al quale è diventato un personaggio pubblico. Un film
sulla scia dei temi tratti dal programma televisivo “Il testimone” nato nel
2007 e ancora trasmesso su MTV con ascolti più che consistenti. Il film nasce
infatti dalla fortunata intuizione dello sceneggiatore Marco Martani che nel luglio 2013, dopo aver visto la puntata de
“Il Testimone” dedicata alla mafia, decide di contattare l'autore per sapere se
avesse idee e materiali da utilizzare per il cinema.
La pellicola vanta un cast davvero notevole: Pif, Cristiana Capotondi, Claudio
Gioè e Ninni Bruschetta.
Il film racconta la vicenda di Arturo, giovane palermitano impegnato tra l'amore per la bella e
irraggiungibile Flora e il racconto
dei fatti di mafia che hanno
punteggiato la sua vita fin dall'infanzia ed esplosi nella sanguinosa stagione
stragista degli anni novanta.
La storia prende spunto dall'esperienza personale e civile
di Pif e di molti altri palermitani che, come lui, hanno vissuto per anni in
una città divisa tra la normalità degli eventi quotidiani e la violenza dei
fatti di mafia. È quindi, almeno in parte, un film autobiografico.
I protagonisti del film vivono, col passare degli anni, una
sorta di doppia vita fatta, da una parte, di feste di compleanno, innamoramenti
e scelte professionali, dall'altra di attentati, minacce e morti ammazzati.
Il film si pone quindi come uno ‘spaccato’ della società
palermitana di quegli anni e, in un certo senso, può essere preso a modello per
un’analisi dei fatti di oggi.
... vi aspetto al cinema!
Federica Prati

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