lunedì 30 settembre 2013

SCUOLA, libri. la truffa delle nuove edizioni


Caro libri e la truffa delle nuove edizioniSpesso cambia solo la copertina, il testo è il medesimo, ma il prezzo, chissà come, raddoppia. Parliamo della questione "libri di testo" scolastici che ogni anno mandano le famiglie in crisi, perché molti alunni si presentano in classe con un volume di seconda mano, contenutisticamente identico, ma con una copertina diversa e spesso vengono rimandati a casa dagli insegnanti che pretendono la nuova edizione, anche se di nuovo, lì dentro, non c'è proprio niente.


Il meccanismo utilizzato dalle case editrici è molto semplice, ma efficace. Esso viene utilizzato per far si che i libri non si tramandino tra fratelli o non si comprino sulle bancarelle che vendono libri di seconda mano.
Le case editrici ristampano nuovi testi, ma anche dizionari, giustificando tali novità e l’aumento dei prezzi inserendo parole nuove che difficilmente saranno utili agli studenti. Come ad esempio fa notare Camilla Mozzetti su Il Messaggero: "La quarta edizione del Castiglioni-Mariotti, il celebre dizionario di latino usato dagli studenti dei licei classici e scientifici, inserisce anche la parola “telefono”. E ancora telegrafare, telegrafo e telegramma persino comunista e comunismo, come se la Rivoluzione d’ottobre fosse già conosciuta negli anni prima e dopo Cristo". Insomma un escamotage che si colora di truffa.
Ecco spiegato il perché, per questo nuovo anno scolastico, le case editrici hanno aumentato del 5% il prezzo di copertina sulle nuove edizioni, quelle nuove edizioni che nella maggior parte dei casi celano una tanto banale quanto disarmante truffa a danno di migliaia di famiglie.
E certo, l'appoggio dei professori che pretendo l'adozione delle nuove edizioni, di certo non aiuta. Mario Rusconi, a capo dell’Associazione presidi di Roma, condanna duramente, una politica che sembra giovare esclusivamente alle case editrici. "Il decreto del Fare prevede per il capitolo scuola la possibilità di utilizzare i testi scolastici per almeno cinque anni. E i professori che consigliano agli studenti di acquistare solo testi nuovi commettono di fatto un illecito. Il fatto è che lo studente si sente minacciato, una sorta di mobbing latente, perpetuato da quei docenti che evidentemente non hanno a cuore l’istruzione dei propri ragazzi, quanto più il benestare delle case editrici".

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