Il meccanismo utilizzato dalle case editrici è molto semplice, ma efficace. Esso viene utilizzato per far si che i libri non si tramandino tra fratelli o non si comprino sulle bancarelle che vendono libri di seconda mano.
Le case editrici ristampano nuovi testi, ma anche dizionari, giustificando tali novità e l’aumento dei prezzi inserendo parole nuove che difficilmente saranno utili agli studenti. Come ad esempio fa notare Camilla Mozzetti su Il Messaggero: "La quarta edizione del Castiglioni-Mariotti, il celebre dizionario di latino usato dagli studenti dei licei classici e scientifici, inserisce anche la parola “telefono”. E ancora telegrafare, telegrafo e telegramma persino comunista e comunismo, come se la Rivoluzione d’ottobre fosse già conosciuta negli anni prima e dopo Cristo". Insomma un escamotage che si colora di truffa.
Le case editrici ristampano nuovi testi, ma anche dizionari, giustificando tali novità e l’aumento dei prezzi inserendo parole nuove che difficilmente saranno utili agli studenti. Come ad esempio fa notare Camilla Mozzetti su Il Messaggero: "La quarta edizione del Castiglioni-Mariotti, il celebre dizionario di latino usato dagli studenti dei licei classici e scientifici, inserisce anche la parola “telefono”. E ancora telegrafare, telegrafo e telegramma persino comunista e comunismo, come se la Rivoluzione d’ottobre fosse già conosciuta negli anni prima e dopo Cristo". Insomma un escamotage che si colora di truffa.
Ecco spiegato il perché, per questo nuovo anno scolastico, le case editrici hanno aumentato del 5% il prezzo di copertina sulle nuove edizioni, quelle nuove edizioni che nella maggior parte dei casi celano una tanto banale quanto disarmante truffa a danno di migliaia di famiglie.
E certo, l'appoggio dei professori che pretendo l'adozione delle nuove edizioni, di certo non aiuta. Mario Rusconi, a capo dell’Associazione presidi di Roma, condanna duramente, una politica che sembra giovare esclusivamente alle case editrici. "Il decreto del Fare prevede per il capitolo scuola la possibilità di utilizzare i testi scolastici per almeno cinque anni. E i professori che consigliano agli studenti di acquistare solo testi nuovi commettono di fatto un illecito. Il fatto è che lo studente si sente minacciato, una sorta di mobbing latente, perpetuato da quei docenti che evidentemente non hanno a cuore l’istruzione dei propri ragazzi, quanto più il benestare delle case editrici".
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