lunedì 18 marzo 2013

Quando Grillo si batteva per la libertà di coscienza dei deputati



Quando Grillo si batteva per la libertà di coscienza dei deputati


E’ noto come l’ingresso nel “Palazzo del potere” possa in un qualche modo alterare la linea di pensiero, anche per i temi per cui ci si batte di più. E’ quello che è accaduto a Beppe Grillo (ultimamente spesso per la verità), che già deve fare i conti con i primi “capricci” dei suoi seguaci.
Nelle ultime ore infatti il comico genovese si è scagliato contro gli eletti del M5S dopo che questi hanno votato a Palazzo Madama per Pietro Grasso presidente, un rimprovero seguito da minaccia che segna un ripensamento importante in quelli che sono dei veri e propri passi del proprio vangelo.

Una inversione a U che inevitabilmente getterà nuova benzina sul fuoco delle polemiche, visto e considerati che sono già molti coloro a cui non è piaciuto il bacchettamento (che sa tanto di minaccia) del proprio leader, e alla scheda bianca imposta dai vertici, hanno preferito la libertà di coscienza.
Proprio alla libertà di ciascuno dei futuri eletti cinquestelle si fa riferimento nel comunicato politico numero 45, pubblicato sul blog del comico l'11 agosto 2011, in cui, ragionando sulle future votazioni politiche nazionali, Grillo scrive: "Ogni eletto risponderà al programma e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo".
Concetto rafforzato in uno degli ultimi capoversi: "La libertà di ogni candidato di potersi esprime liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza".
Ora sembra che a meno di tre anni il leader pentastellato abbia cambiato totalmente idea, al punto da accusare – sempre dal suo pulpito blog – dimancata trasparenza e di aver mentito agli elettori i cittadini portavoce del MoVimento che al Senato hanno votato diversamente dalla maggioranza del gruppo, invitandoli a trarre le "dovute conseguenze". 
Insomma della tanto ostentata libertà di coscienza pare che se ne sia già persa traccia. Dov'è finita la forza che sarebbe derivata agli eletti del M5S dal mancato obbligo di dover chiedere il permesso "a nessun capo bastone"? Carta canta e il comunicato è lì, memento perenne e d'altra parte nella rete – a meno che non si intervenga a cancellare – è ben difficile che qualcosa scompaia. Non è che a mentire agli elettori sia proprio Beppe Grillo?

Nessun commento:

Posta un commento