sabato 15 dicembre 2012

Strage Newtown: l'ennesima tragedia annunciata e tutelata dalla carta costituzionale.

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« Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia regolamentata, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.» (Secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America)



Sembrerebbe una frase da legge marziale applicata dopo una calamità naturale, invece è uno degli emendamenti portanti di uno dei più celebri testi legislativi al mondo. Il secondo emendamento della Costituzione Statunitense colpisce ancora: nella giornata di ieri, dopo le recenti stragi di Columbine e Denver, a Newtown (Connecticut) si è consumata l'ennesima follia omicida con uno scenario ancora inquietantissimo. Ventotto vittime di cui venti bambini è il bilancio definitivo della giornata di sangue di ieri ad opera di un ventenne Italo-Americano che si è successivamente suicidato.
Isolamento sociale, patologia, voglia di rivalsa e cultura americana influenzata strettamente dall'utilizzo delle armi all'interno delle proprie mura e fuori rappresentano soltanto una piccolissima parte del disagio e la completa follia che un emendamento, giudicato inamovibile dal lontano 1776, porta tutt'oggi a episodi neri come questi.
Le lacrime e il dolore del Presidente Obama hanno emozionato mezzo mondo, ma non basta. La situazione necessita di un vero e proprio cambiamento anche al costo di andare contro i padri costituenti, perché un paese che si vanta di avere la migliore "democrazia" del pianeta nel 2012 non può continuare a permettere orribili episodi come questi. E' arrivato il momento di agire senza sé e senza ma o dobbiamo aspettare lo scenario di formazione dell'ipotetica Unione Nordamericana (approvata anni fa da Bush jr senza il permesso di Congresso e cittadini) per vedere scomparire questo emendamento macchiato di sangue?
Oggi, come quasi 300 anni fa, l'industria bellica determina la vita quotidiana di un paese, portando a ciò che abbiamo visto con dolore nella giornata di ieri.

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