Parole cariche di belle speranze, solo nelle intenzioni però, dato che sono accompagnate da un alone di mistero. Infatti, una parte dei lavori dell’auletta in questione, dal considerevole importo di 1,3 milioni di euro, è stato insabbiato. Ad oggi non si sa chi ha vinto l’appalto e perché, mentre si saprà l’importo finale dei lavori, ossia 14 milioni di euro.
Usando come pretesto la “massima sicurezza”, la casta parlamentare ha fatto sì che si rifacessero bagno e salotto, ovviamente lontano da occhi indiscreti. Tra gli appalti coperti da segreto di Stato, per di più senza Iva e a chiamata diretta non pubblicizzata, non c’è solo il rifacimento dell’aula bunker di Poggioreale, ma anche molto altro ancora.
Pare che anche l’aula dei gruppi parlamentari della Camera non godesse di uno buono stato, il rifacimento della biblioteca di Palazzo Chigi, la riqualificazione della sala benessere e la ristrutturazione dei bagni per lescorte del Viminale. C’è perfino il rifacimento del bar e della sala ristoro per autisti del governo.
Tutto ciò è stato possibile grazie (ma non solo) ad un codicillo che il governo Berlusconi ha inserito nella finanziaria due anni fa che amplia l’ambito dellasecretazione della normativa sugli appalti pubblici (d.lgs. 163/2006) e rimette le autorizzazioni in capo ai dirigenti ministeriali.
Ogni burocrate della Capitale di peso insomma, ha il potere di decidere se affidare personalmente o meno un maxi-appalto a imprese di sua fiducia,evitando la gara e tenendo riservata l’esistenza stessa di un contratto, non dovendo pubblicizzare contenuti e condizioni, importi e aziende beneficiare. Praterie per chi volesse approfittarne, un colpo al cuore ai principi di legalità e trasparenza.
Le conseguenze di tale operazioni ha portato ad una corsa ai contratti “classificati”che da allora non si è più fermata, ed il loro numero in questo modo è esploso arrivando a un valore di 200-250milioni di euro l’anno. Ogni ministero sembra facesse a gara, prima su tutte la Presidenza del Consiglio per la quale, scrive la Corte dei Conti, “la denominazione stessa degli appalti è inconoscibile”.
Si sa però che ha fatto ricorso alla secretazione per restaurare l’aula dei Gruppi parlamentari in via Campo Marzio. Un “regalo” che la Camera si concede per i 150 anni dell’unità d’Italia, a carico dei contribuenti per 14 milioni di euro. La nuova aula, inaugurata il 16 giugno 2011, sarà un gioiello di tecnologia con 286 postazioni attrezzate con i più avanzati impianti per il voto, una sala regia per le riprese, postazioni per interpreti e traduttori. Il punto però è la scarsa trasparenza che accompagna il rifacimento di questo (e altri) luoghi-simbolo della Repubblica e del potere.
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