Quante volte si è parlato di aumento dell’età pensionabile contestandola aspramente? E quanti ragazzi hanno pensato di non poterla mai raggiungere? Non è vero che l’attivismo e le proteste non servono a nulla; sono utili, se non altro, a far ragionare chi sta al governo. Quelle frasi polemiche e oltremodo indignate dei cittadini, a volte, hanno il potere d’instillarsi prepotentemente, alla stregua di un incurabile virus, nella coscienza dei politici fino a trasmetter loro un atroce dubbio: “E se avessero ragione?”. D’altronde, voce di popolo, voce di Dio. Ed ecco una di quelle volte. Poco importa se per giungere a tale conclusione qualcuno ha addirittura dovuto passare alle minacce, come il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini che ha dichiarato provocatoriamente di essere pronto “a incatenarsi” a Roma, in mancanza di una risposta a breve.
In effetti, la modifica dell'accordo di programma sulle assunzioni giovanilirealizzata dal Ministro del Lavoro che permetterebbe l'avvio del progetto di Assolombarda presentato nel giugno scorso, è rimasta ferma alla Corte dei Conti per oltre un mese. L’idea è che il contratto a tempo indeterminato di unlavoratore anziano venga ridotto a un part-time al fine di favorire l’assunzione di un giovane in qualità di apprendista (o a tempo indeterminato). A una condizione però: questa sorta di simbiosi deve comportare un saldo occupazionale aziendale positivo prevedendo un rimborso dei contributi mancanti per la parte “sacrificale”. Al fine di raggiungere tale equilibrio tuttavia, bisogna stipulare, per forza di cose, un “patto” tra cinque attori diversi: oltre ai due appena citati, vengono chiamati in causa i soggetti pubblici, ovvero Regioni e Province, che si occuperanno di versare all’Inps (ente previdenziale) i contributi aggiuntivi necessari a garantire un livello di copertura pensionistica adeguato (da parte delleimprese) per il lavoratore anziano.
Inizialmente, come spiega Meomartini, le aziende avevano chiesto allo Stato un intervento ''simbolico'', pari a 4-5 mila euro l'anno per il pagamento dei contributi. La Fornero, pur non avendo disponibilità, ha comunque accolto la proposta modificandola leggermente per renderla attuabile. “L’idea di un patto tra generazioni è una prospettiva, anche etica, di grande respiro “, ha voluto sottolineare il Ministro precisando inoltre, che tale piano potrà permettere, a lungo termine, di “sostenere azioni concrete per disegnare una società più equa e inclusiva”. Non ci resta che attendere e sperare che si risolva qualcosa.
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