lunedì 10 dicembre 2012

Dopo le dimissioni di Monti in Italia c’è il rischio di una recrudescenza della crisi economica


Dopo l’annuncio delle dimissioni di Monti, “sull’Italia incombe la minaccia di una recrudescenza della crisi economica”.
A dirlo è Klaus Regling, il capo del Fondo salva stati –ESM-, in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, ripresa da Spiegelonline che la ha riproposta insieme alle dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e a quelle di Joerg Asmussen,  membro del consiglio esecutivo della BCE. L’annunciata ricandidatura di Silvio Berlusconi, scrive il giornale di Amburgo, ha determinato una turbolenta situazione politica che oltre ad aver prematuramente messo fuori gioco il primo ministro Mario Monti, rischia di vanificare anche gli sforzi compiuti sulla via delle riforme che il Paese ha affrontato con grandi sacrifici.

E così, il capo del fondo di salvataggio dell'euro, Regling, ora teme che il Paese, fortemente indebitato, possa allontanarsi dalla linea dell’austerità e, nell’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, dice: "Nell’ultimo anno, l'Italia ha attuato importanti riforme e per questo i mercati la hanno premiata, ma, gli stessi mercati hanno già risposto con preoccupazione agli sviluppi politici della scorsa settimana”.
Secondo il Capo dell’ESM, per l’Italia e per l’intera Eurozona, è molto importante che il processo di riforme avviato dal governo Monti possa continuare anche dopo l’approvazione della Finanziaria e le annunciate dimissioni che potrebbero essere formalizzate già prima di Natale. Secondo quanto scrive Spiegelonline, dello stesso avviso sarebbe anche il Presidente della Commissione Europea, Barroso, che domenica ha messo in guardia affinché “il paese fortemente indebitato non abbandoni la via delle riforme.
L’apparente tranquillità dei mercati, non significa affatto che la terza potenza economica europea abbia già superato la crisi e le prossime elezioni non devono essere una scusa per rimettere in discussione la necessità di portare a termine il processo avviato da Monti”. Alle preoccupazioni di Barroso si deve aggiungere poi il profondo disappunto espresso dal membro del consiglio esecutivo della BCE, Joerg Asmussen, per le annunciate dimissioni di Monti, il cui governo "in poco tempo è riuscito a fare grandi cose”. Secondo Asmussen, infatti, l’esecutivo guidato da Monti, “attraverso la politica del risanamento del bilancio”, ha il merito di “aver riconquistato la fiducia degli investitori e chiunque andrà a governare l’Italia dopo le elezioni, dovrà continuare la stessa rotta con la stessa serietà".
In ogni caso, conclude Spiegel, “gli analisti finanziari sono convinti che le annunciate dimissioni di Monti faranno aumentare di nuovo il costo del denaro in Italia. Ma, il rischio più grande è che Berlusconi possa strumentalizzare l’insoddisfazione verso le riforme strutturali. E il suo ritorno Berlusconi è ora considerato come un vero disastro per le finanze italiane e l'economia reale”.

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