mercoledì 7 marzo 2012

favoloso mondo di Marchionne: prevista la chiusura di Pomigliano e Mirafiori


Alla luce di quanto trapelato grazie ad una “talpa” della Fiat di Pomigliano e dalle risultanze di come annaspa il progetto Marchionne sarebbe ora carino ascoltare i suoi sostenitori, coloro che tacciavano, chi ne comprendeva le criticità, di essere “animali preistorici”…destinati all’estinzione.

Non ci voleva la zingara per indovinare ciò che era chiaro dal primo momento…ma neanche di fronte all’evidenza i maggiordomi sindacali e politici e la disinformazione asservita ammettono che le loro “prese di posizione” erano fondate solo sul quel senso di servilismo che ne fa i degni cantastorie del potere.
Il manager Fiat, da 38,8 milioni di euro l’anno (quanto 1.037 impiegati medi), dopo aver cancellato in un sol colpo, con l’appoggio di Fim, Uilm e Fismic, i diritti sacrosanti dei lavoratori ed averlo fortemente voluto come passaggio fondamentale per il mantenimento degli stabilimenti in Italia, appena pochi mesi dopo si smentisce nuovamente.
Ora, dopo aver accusato i sindacati non firmatari dei suoi diktat di essere quel bastone che impediva al suo ingranaggio di girare a pieno ritmo…si accorge della crisi…e cambia versione.
“Senza il mercato statunitense due impianti in Italia sono a rischio”.
A Pomigliano si produce la Panda, tipica utilitaria prettamente venduta nel mercato italiano ed europeo…a Mirafiori è stata data un’altra “mission”…ancora meno credibile di quella dello stabilimento campano…la produzione di un paio di minisuv da destinare al mercato mondiale…
Ma a Pomigliano, già da questo mese, sono cominciati i problemi. Il turno di notte, il famoso “terzo turno”, stenta a partire…mancando la necessaria richiesta…così come si è rallentato il rientro dei cassintegrati…tanto da preoccupare anche chi, sino a ieri, era disposto a scommetterci…come il signor Sgambati della Uilm che appena un anno fa dichiarava tronfio : “…si sono messe in sicurezza 4300 persone della fabbrica…e anche i 1000 dell’indotto…garantendo a questi lavoratori condizioni economiche più vantaggiose”.
A Mirafiori la produzione dei due minisuv è slittata di un anno ed ancora rimane la confusione su quali saranno i modelli realmente affidati a questa fabbrica.
Ed allora come giudicare le recenti dichiarazioni di Giuseppe Farina, segretario generale della Fim/Cisl,  del 24 dicembre 2011…?
“Non tocca a noi giustificarci degli accordi che facciamo….che servono ai lavoratori, alle imprese e ad affrontare i problemi…Marchionne ha messo sotto i riflettori problemi…come l’assenteismo e la richiesta di maggiore flessibilità…”il modello Marchionne” vuole …che possano migliorare le condizioni di lavoro e di retribuzione”.
E alla luce dei fatti odierni cosa hanno da dire questi personaggi rubati alla scuola dell’obbligo?
Migliaia sono i lavoratori ancora costretti a vivere con il ridicolo sussidio di cassa integrazione…quelli rientrati sono costretti a condizioni da animali…a firmare nuovi contratti di assunzione nei quali è “suggerita” la delazione contro quei colleghi che non rispettino alla lettera il “codice” Fiat.
Nel meraviglioso mondo di Marchionne non c’è spazio per chi vuole rimanere ancora uomo, con la sua dignità, la sua libertà, il rispetto che è dovuto ad ognuno…nel meraviglioso mondo Fiat c’è spazio solo per i servi…i primi ad entrarci di corsa sono stati la Fim/Cisl e la Uilm/Uil.

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