mercoledì 2 settembre 2020

Un caffè Acrilico






 Al tempo del Covid si esce lo stesso, con quelle norme scrupolose che ci tengono in riga mentalmente, che ci ricordano di essere più corretti. Eppure si esce, si va al bar a prendere un caffè, come questa mattina.

Appuntamento alle 10, siamo vicino Roma, per prendere questo caffè ho fatto un paio di telefonate, perchè la moka è un piacere, certo, ma anche perchè ci tenevo a fare un intervista particolare.

Da parecchio non ne facevo, vuoi per la quarantena, vuoi che mi piace farle faccia a faccia, penso sempre che alcune domande siano complete quando la risposta mi arriva da chi mi guarda negli occhi.

Arrivo al Bar, ho in testa diverse cose, diverse domande, ho studiato a tavolino la parte logica di quelle sensazioni istintive che mi hanno portato ad interessami della pittura contemporanea, ancora una volta.

Arrivo qualche minuto prima, controllo, fogli, penne nere, non mi manca nulla, neanche gli appunti, ma arriviamo insieme, io ed il mio intervistato. Questo non lo avevo calcolato.

Per Free intervisto Stefano Priori, che ama dipingere, quanto  ama suonare; di musica si parla come se si stesse proprio dipingendo una canzone. Abbiamo anche gusti musicali affini, a quanto sembra.

Per prima cosa, mi viene da chiedergli come mai dipinge, e come mai ha una predilezione per i ritratti di volti famosi, di artisti rock, se è bene definire così Jimi Hendrix, Jim Morrison, Bob Dylan, David Bowie e Lou Reed o Johnny Cash.

Mi piace essere diretta nelle interviste, perchè se qualcosa mi interessa la mia speranza è che dall'altra parte ci sia il desiderio di farmi capire quello che ancora non ho raggiunto a tavolino. Faccio parte della vecchia scuola, di quelli che se leggono un libro prima si documentano sulla vita dello scrittore, perchè arte per me è il connubio fra quello che vedo e chi lo ha creato.

_Credi ci sia una ragione del tuo desiderio di dipingere in questo modo?

Penso che sia naturale, per me, unire la musica alla pittura, questi artisti sono un simbolo di generazioni, la loro musica ha segnato la cultura di chi li ha seguiti, alcuni di loro hanno realmente cambiato la vita di molta gente. Mi chiedo come hanno fatto, se ne erano consapevoli o se, semplicemente seguivano la loro natura, come faccio io.

_Come mai ritratti?

Forse perchè i nostri volti sono una sorta di mappa geografica della nostra vita, cambiano con noi, con le nostre scelte, con le nostre esperienze, quando li dipingo, mi concentro molto sullo sguardo, è come sottolineare il ' se mi guardi esisto'...

_Quindi ti concentri sul senso delle singole esistenze? Una conoscenza sensibile ed una intellettuale? ... per dirla alla Kant 

Diciamo di si, pittura e musica seguono questa corrente, parliamo di materia e di forma, e della possibilità di esprimere all'unisono più informazioni possibili, non sono sensoriali immediate, ma più profonde, di collegamento. Per me è la possibilità di davanti ad un quadro le persone ne restino colpite per il realismo e che da quello siano capaci di collegare la loro canzone preferita ed i film dove l'artista è stato anche colonna sonora.

_Vuoi concentrare tutto in un solo posto? Non ti preoccupi mai che un tuo quadro possa essere letto in maniera sbagliata?

No, perchè il realismo o L'iperrealismo sono essenziali nella loro struttura, è il senso della frase di Dylan 'La musica ti colpisce senza farti del male' non trovi? ...

Per me, almeno sintetizza questo, davanti ad un quadro di questo tipo, non puoi naufragare nei tuoi pensieri più di tanto, non vieni portato sul fondo del mare, ne viene portato fuori, vieni, appunto colpito dalla realtà, ed è poi quella che ti costringe e guardare le cose in faccia per quello che sono realmente.

_Possiamo considerarlo un tuo stile di vita? intendo al di la della pittura, ovvio.

Si, possiamo considerarlo in questo modo, infondo dipingo per mio piacere, e vivo la vita esattamente allo stesso modo, altrimenti mi sembrerebbe di sprecare del tempo.

_Ho visto i tuoi quadri, uno di Chaplin, lui diceva che l'occhio voleva la sua parte, ma che il cervello era più esigente... pensi sia vero?

Si, Assolutamente, torniamo all'inizio del discorso, se l'occhio vuole la sua parte e la pittura, come la musica sono la bellezza che richiama solo se stessa, poi se si ha la calma, o la forza di continuare ad osservare o, ascoltare capiamo che abbiamo bisogno di capire anche il perchè dietro alle note, o al pennello. Esiste, credo, una matrice filosofica dietro ogni espressione dell'arte.

_Pensi, dunque, che anche in un momento simile sia importantissimo, richiamare l'attenzione sugli artisti e sull'arte in generale?

Credo sia qualcosa che non dovrebbe mai venir meno, dovrebbe essere una costante intransigente, specialmente in un paese come il nostro, ricco di storia e di bellezza, anche naturalistica. Capita di dimenticare l'ovvio, perchè siamo abituati a considerare l'arte come qualcosa di comune, e forse lo è, nel senso che nella sua pienezza e nella sua purezza può appassionarci sempre e centrare sempre il bersaglio.

_Hai Progetti futuri?

Si, non ne parlo per scaramanzia...o meglio, mi piace parlare delle cose, solo dopo che sono riuscito a dargli un senso ed una forma accessibile a tutti, che non sia solo nella mia mente. Deve sempre esserci un legame tra l'opera, le persone, altrimenti si salta il passaggio fondamentale. Vorrei avere la certezza che l'arte parli al suo tempo, senza però diventarne vittima, espandendosi oltre il passato ed il futuro, dandoci un ideale di cosa possa servirci ora per collegarci a qualcosa di più grande, di più complesso.

_Potrei affermare che senti il bisogno di ridare forma alle cose?

Si, è così che ci si evolve nella nostra vita, senza la voglia di indagare non potremmo neanche farci opinioni o esprimere preferenze. Onestamente, ho sempre pensato alla mia vita attuale, come ad un capitolo di un libro più ampio.

_Ultima domanda, il quadro a cui sei più affezionato?

Ci crederesti? Nessuno, forse quello che farò oggi pomeriggio, o domani, dipingo con la musica di sottofondo perchè alla fine della musica sulla tela, oltre all'idea lascio la mia emozione di quel momento, appena la adatto ad una forma, sparisce...come il silenzio, che se lo nomini, non c'è più.

_Posso dirti solo un ultima cosa? Tu parli di realismo, eppure mi hai ricordato Frida, quando si affrettava a contestare chi l'avrebbe voluta nel movimento surrealista: lei diceva di dipingere la sua realtà... che è quello che alla fine sembri fare tu.

(Sorride) Posso ragionarci sopra.



Ci salutiamo, dopo qualche sbirciata ad alcuni suoi lavori, che mi ha fatto la cortesia di portare. Prima di salire in macchina, mi volto un momento, al tavolino ci sono già sedute altre persone, eppure  pochi minuti prima stavamo chiacchierando di Arte e di Vita, di Musica di possibilità.

Forse, la maggior chiarificazione è stata sul concetto di libertà, anche se direttamente non ne abbiamo parlato, eppure è così; la libertà di poter esprimere se stessi, anche in un periodo dove molte cose si sono ridimensionate, e dove potremmo dimenticarci che l'evasione è possibile se ci mettiamo in testa la possiamo creare ovunque, anche in uno studio, anche con qualche coloro, basta avere delle idee, delle passioni e una sana voglia di rivoluzionare completamente le vite degli altri.

infondo, vi domando, le belle canzone restano tali anche se ci fanno piangere, i quadri restano tali davanti alle emozioni  più contrastanti, e questo dovrebbe  farci coraggio, perchè esistono delle cose realmente eterne, che operano attraverso di noi, basta eliminare il concetto di Egocentrismo; non vi sembra?

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