Oltre a gasare i manifestanti palestinesi, l’esercito israeliano ha usato una combinazione di proiettili e pallottole di acciaio rivestite di gomma per disperdere la “lunga marcia di ritorno”. Questo coincide con l’anniversario della Giornata della Terra, che segna il giorno in cui le forze israeliane uccidero sei persone durante le proteste contro l’espropriazione del territorio palestinese da parte di Israele nel 1976.
“In primo luogo, hanno usato gas lacrimogeni che hanno sparato con pistole montate su veicoli e poi, mentre la folla aumentava, hanno portato dei droni per sparare gas lacrimogeni”, ha raccontato a RT un testimone che ha preferito rimanere anonimo.
I manifestanti palestinesi hanno lanciato pietre e pneumatici in fiamme nell’area del recinto di confine, spingendo l’esercito israeliano a dichiarare l’area “zona militare chiusa”, accusando “l’organizzazione terrorista Hamas” di mettere in pericolo la vita dei civili di Gaza.

Tra le vittime di oggi, anche un contadino, “che è stato ucciso” dopo essere stato investito da un carro armato all’inizio di questa giornata, secondo il Ministero della Salute palestinese. Altre 11 persone sono morte a seguito di scontri al confine.
Quanto accaduto oggi nella Striscia di Gaza è una tragedia immane, una chiara violazione dei più basilari diritti umani da parte di Israele.
Oggi abbiamo assistito a una vera e propria strage di civili compiuta da uno stato che è al di sopra della legge internazionale grazie al sostegno pressoché unanime degli Usa e di troppi paesi dell’UE. Quest’ennesima strage dimostra quanto siano fallaci i richiami all’equidistanza che tutte le forze politiche nazionali e internazionali ripetono come un mantra a proposito di Israele e Palestina. Non si può essere equidistanti quando da un lato ci sono le pietre e dall’altro i carri armati.
Come FREE-ITALIA deploriamo il consueto silenzio-assenso dell’Italia di fronte alle violenze israeliane. Il governo italiano ancora una volta fa carta straccia dei diritti e di democrazia di cui tanto si fa vanto a parole e tace sui crimini israeliani. Noi sosteniamo la ‘Marcia del ritorno’ palestinese esprimendo la sua piena solidarietà alle ‘tende del ritorno’ allestite al confine tra la Striscia di Gaza e il confine israeliano.
Quello che accade in queste ore ci lascia sgomenti, ma non ci stupisce. Parliamo di uno stato, quello israeliano, responsabile di veri e propri eccidi nella Striscia nel 2009, 2012, 2014; uno Stato che continua a costruire le colonie in Cisgiordania in barba alle risoluzioni Onu.

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