Il mondo arranca. Vi ricordate valori come socialdemocrazia e internazionalismo, diritti e liberazioni? ecco DIMENTICATEVELO.
In Questo
Terzo Millennio, dai suoi esordi e fino a oggi, punta
dritti verso il medioevo delle società cannibali, delle classi
spremute, dell'alienazione individuale, dell'incubatrice delle ecatombi
mondiali a venire.
La Storia. è stato detto, si presenta la prima volta in forma di tragedia, la seconda come farsa. Ma
non specifica, il pensiero, quante siano e comunque saranno le vittime e
le sofferenze pure della seconda apparizione. Si può ben distruggere e
ammazzare perfino con la giubba da pagliaccio.
Il voto dei britannici per uscire dall'Unione, ne fan fede sia i
preponderanti argomenti della campagna sia la distribuzione elettorale
per età e cultura, è stato un voto di pancia, sul margine
dell'autolesionismo perfino per le classi lavoratrici.
In ultima
analisi la Brexit è ancora un altro effetto dell'esondazione migratoria
cui gli storici futuri intitoleranno, io credo (in buona compagnia), i
decenni presenti: gli inglesi che hanno scelto "leave" lo hanno fatto in
stragrande maggioranza per prendersi il diritto di alzare barriere
anti-uomo come stanno attuando.
Il che ci dice due cose: che trattasi di una uscita dall'Unione come reazione non come rivoluzione (tristezza mette
la cecità dei sinistri nostrani e non, i quali pensano che
questo voto sia una rivincita contro lo strapotere capitalista di troike
e affini), e che se vista da più lontano, con le più ampie lenti
geostoriche, l'Europa si rompe suicidandosi sotto la spinta implicita di
ciò che chiamavamo Terzo Mondo.
Non è un caso che fascismo e
razzismo si concentri maggiormente nelle società ad alto reddito mal
distribuito, Paesi, cioè, in cui la spinta all’individualismo e alla
competitività sono maggiori, dove mancano uno spiccato senso della
solidarietà ed una comunione di mezzi e di attività finalizzate al
benessere di tutta la comunità, intesa come co-operazione di tutti gli
individui che ne fanno parte con uguali diritti di accesso alle risorse e
di beneficio dei prodotti ottenuti.
Non è così semplice
trovare la genesi del ritorno del pensiero fanatico. Se mettiamo in fila
le componenti principali di una cultura fascista (in tutte le sue
sfumature, dal populismo fino al nazismo) troviamo sì il razzismo, il
nazionalismo, il patriottismo esasperato, la violenza contro i diversi,
l’esaltazione di valori o pseudo-valori che tengono unito il branco. Ma
questo produrrebbe solo un’aggregazione di pochi che finirebbe per
costituire una sorta di cancro sociale più o meno tollerabile e
arginabile per una democrazia cosciente di sé e dei limiti che deve
porre per difendersi e restare tale. Invece, l’aspetto più subdolo della
cultura fascista è il suo rivolgersi ai molti, solleticando sentimenti e
pulsioni da cui nessuno di noi è del tutto immune. E’ in questo marasma
di confusione e pregiudizi, di ignoranza e arroganza che prosperano
tutte le proposte assimilabili col fascismo che hanno un unico tratto
comune: la negazione di diritti umani fondamentali che finisce per
essere accettata quasi inconsciamente.
Innanzitutto la
paura. Paura dell’oggi e del domani (particolarmente acuta nei momenti
di crisi economica), paura dello straniero, paura del diverso. Creare un
“nemico” esterno e interno è stato, infatti, uno dei principali
strumenti della propaganda nazi-fascista. Lo spiegava bene Marcuse
quando analizzava in "Davanti al nazismo” l’evoluzione delle strategie
di Hitler per costruire il “nemico interno” caricando sugli ebrei ogni
immaginaria colpa storica e antropologica, a giustificazione preventiva
della “soluzione finale”. Ma, per agire sulle paure, non c’è nemmeno
bisogno di inventare colpe e di addossarle ad un popolo intero o ad una
religione, come fu con gli ebrei o come potrebbe essere adesso con i
musulmani. A volte basta un’esaltazione becera della propria “civiltà”
come qualcuno ama fare oggi, da noi.
E intanto
Sono circa mezzo milione
i bambini rifugiati venuti in contatto
con i trafficanti durante gli spostamenti. A rendere pubblico questo terrificante
dato, l’Unicef che sottolinea come l’attesa nel limbo alle porte
della fortezza Europa e la disperazione abbia condotto circa 500mila minori nelle
mani di criminali, ma chissenefrega.
Il tramonto definitivo del Novecento e dei suoi modelli non porta,
così, all'alba del sol dell'avvenire, bensì alla notte del caos
antidemocratico, neofascista, dell'anarchia per bande di ricchi e
sicari, razzista. Questo è scritto nei rapporti di forza concreti, ad
analizzarli concretamente. Conflitti producono solo altre
e ùnon consentiscono alcuna soluzione, solo odio.
Da Calais a Idomeni,
dalla Turchia all'Austria, i nemici contro cui schierare l'esercito NON
sono le persone e le famiglie in fuga dalle bombe e dalle persecuzioni.
Fermiamo subito le armi e la violenza.
Basta guerre e muri! È arrivato il momento di essere civili e umani e di costruire politiche di pace e di accoglienza.

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