ANTEPRIMA
L’uomo
nato senza vincoli, da quell’istante ubbidì ad un sedicente
principe.
Non c’erano né Re, né Regine, né Regni da regnare, né Dinastie
da preferire, e il titolo di principe
era un neologismo derivato da principio.
Dunque, un
inizio. Nella
testa di Him, il principio
secondo le predizioni di un principe
socialmente seducente quanto lo era il dilemma che Him dicesse la
verità di Dio con l'esclusiva di incarnarlo.
Cosa
doveva accadere prima che qualcuno intelligentissimo sciogliesse il
dilemma e smascherasse l’ipocrita?
La
perfezione era ovunque, il cibo era in ogni dove, la natura si dava
e si lasciava prendere senza chiedere nulla in cambio. E l’anima
del mondo pulsava vaporosissima fra la bellezza che meraviglia
l’attenzione, che non è cosa, ma un’emozione che le valeva
tutte, tanto è intensa la percezione dell’equilibrio che regola il
creato, che intrude di divino il pensiero del cuore mentre aleggia
insieme al trascendente. L’anima della bellezza traspare, e si può
solo coglierla nell’attimo di questa idea inviolabile, tanto è
certa la sua esistenza. Il modo d’essere di tutti i regni è nella
forma, ma la loro appartenenza al creato è nell’immaginazione che
coglie al volo il senso per cui esiste, un ruolo della fantasia dalla
quale nasce per essere immanenza e parte di un progetto enormemente
più vasto, decisamente sovrumano. Forma viva che ringrazia di
essere nella perfezione contemporaneamente a dio che in quella forma
e in quel ruolo si riconosce.
L’uomo
può immaginare tutto; l’uomo capisce perché Adamo mentre vide, a
sua volta fu visto; che mentre sente, a sua volta è ascoltato.
L’uomo compendia il senso di quell’opera finita e multiforme, una
complessità che vive del suo stesso equilibrio con il resto del
mondo, pregno fino a scoppiare di una coerenza affine solo alla
perfezione che di quella immanenza è finità nell’infinità del
cosmo che conosce ogni particolare. La vita lo integra nel tutto
visibile o invisibile e l’anima di
questo mondo, l’anima
mundi, è il pensiero planetario
alto, talmente alto da essere pensato un pensiero avvolgente,
contenitore universale e setaccio di tutti i pensieri pensati da
tutte le creature della terra, grandi, piccole e piccolissimi
organismi che parlano lo stesso dio, allo stesso dio, con lo stesso
dio frattanto fermo sulla soglia, nel pensiero di un uomo stupito di
supremo stupore.
La
religiosità della terra lo avvolge e lo incanta, e anche il vento
non è un fenomeno a caso. Anche lui ha qualcosa da farsi capire.
Grazie per l'attenzione Agosto 2016
Marcello Scurria
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