Si,
sembra un assurdo della ormai dilagante incoerenza, ma sostengo che stiamo
sbagliando nel pretendere la regola, uno scontrino del diavolo! Non nel pensare
che non sia giusto, perché disciplinare o ordinare la convivenza in forme
equilibrate è assolutamente giusto. Ma nel credere che la regola preceda la “misura”.
Come
si può regolare ed ordinare se prima
non si decide la “misura” attraverso la quale valutare? Come dire che quando
sostengo che “funziona”, e la regola serve a questo, valuto che ho raggiunto lo
scopo. Ma se non ho misurato lo scopo, allora posso spendere il “funziona”
anche se non funziona affatto! A me non serve un paio di scarpe per fare
quattro passi, se ne devo fare mille, e quando li faccio dico che le scarpe sono buone e incito gli
altri a comprarle. Se voto per quella scarpa ho solo perso tempo. A me serve
camminare per mille passi e la scarpa che si ferma dopo i primi quattro non
funziona affatto. Allora devo misurare prima il percorso-obiettivo, poi regolare l’acquisto della scarpa, le sue caratteristiche, il modo d’uso. E se
non le ha, a che serve? Mi costa, e poi? Per non buttarla la conservo dentro
una scatola resistente e la riciclo, ma mi costa ancora di più. Rimane in
gestione in qualche armadio, occupa spazi, impedisce la sostituzione, inquina.
Alla fine non si sa nemmeno come liberarsene ma pago sempre per conservarla.
Rifiuto? I rifiuti costano anche di più. Vorrei farmene comprare un’altra ma
non ci sono soldi per me. Ecco, dall’acquisto di quella scarpa sono
intrappolato in mille regole, nessuna che mi risolva il problema: sono rimasta
a piedi con uno scontrino tra le dita! Il pensiero? Qualcuno provvederà a
darmene un altro convincendomi che a piedi è meglio, la mia anima troverà
pace ed io me la vendo, subito non ho
alternative!

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