PALERMO
:ARS Ieri 15 marzo: l'ennesima presa in giro
Poco
è durata l'Assemblea all'ARS di ieri, dedicata per lo più all'olio
tunisino che invade il mercato, con le conseguenze relative...questa
era la globalizzazione...tutto tranne che garantirci..come sempre,
gli italiani vengono svenduti dagli stessi politici che abbiamo
votato..forse..o hanno fatto tutto loro..per quello che vale il
nostro voto.
Ma
ieri davanti all'ARS c'erano i dipendenti delle ex province a
protestare, arrivati con pullman da tutta la Sicilia..dipendenti che
chiedono chiarimenti su una riforma mai attuata ed ora al collasso,
le province da alcuni definite baracconi e spreco di denaro pubblico,
oggi comunque non sono più in grado di assicurare i servizi ai
cittadini, che malgrado tutto fino a ieri esistevano, anche gli
stipendi degli impiegati non sono più garantiti, chi parla di
baracconi o carrozzoni ovviamente è legato a partiti politici che
non scherzano nello sperpero del denaro pubblico, ai sindacati che
fanno i bagni nel denaro pubblico, ed alle Regioni, tutti e tre i
casi precedenti non solo non garantiscono nulla ma continuano a
sperperare, meglio criticare le Province ed aggrapparsi ai carrozzoni
intoccabili..c'è sempre da mettersi in tasca qualche cosa.
La
Riforma delle Province, ormai nel resto d'Italia è partita, noi cosa
aspettiamo? Si era lanciato uno spot di propaganda senza avere un
benchè minimo piano o idea di come attuarla..poi lentamente si è
caduti nelle braccia di Roma che della Sicilia ne ha fatto polpette
ma tiene sulle ginocchia un futuro presidente ...ora visto come ci
hanno ridotti tutti, chiunque esso sarà...più o meno rampante, più
o meno figlio d'arte ho la netta impressione che sarà acefalo.
Ieri
davanti all'ARS “le ex Province” alla fame....in aula si parla di
olio tunisino...poi via...senza alcun rispetto per le persone che si
erano mosse, cercando risposte, e i sindacati? Zitti..ovvio
organizzano i pullman e poi si fanno sputare in testa da una serie di
onorevoli? Liberi di scegliere se organizzare per salvarsi la faccia
per poi perderla subendo un affronto..ma i dipendenti? La gente che
si era mossa per cercare risposte? Per sapere che fine faranno e che
fine faranno i servizi minimi che si devono garantire a dei cittadini
a cui le tasse sono carpite? Perchè zitti? Perchè sottomessi ai
sindacati? Credono ancora ad essi?
Perchè ancora ancora questo
timore reverenziale verso soggetti che ci hanno portato in un
baratro, che raccontano favolette ma tutti responsabili fino in fondo
e tutti assolutamente legati fra loro? Che si scaricano le
responsabilità l'un l'altro mettendosi comunque d'accordo prima?
Oggi
l'incontro a Roma...altra “furfanteria?”
Riccarda
Balla

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