In
uno scontro dialettico tra sostenitori del PD in salsa renziana e quelli del
movimento 5 stelle si inserisce l’asprezza dei toni dei partigiani della lega.
I primi costretti, loro malgrado, a difendere misure “democristiane” dettate
dai banchieri europei che si dividono tra i nostalgici del mito berlingueriano,
quando i sindacati difendevano la classe operaia, ed i sostenitori dei
leopardiani che hanno dimenticato la “rottamazione” e caricano tutti sulla
novella Arca degli inquisiti in attesa di prescrizione.
I
secondi che non hanno capito che tra il denunciare le malefatte della casta ed
il capire che li stanno portando al massacro, affidandogli con elezioni burla
che li vedranno vincenti nelle città ormai ridotte a rovine amministrative,
corre la loro possibilità di essere credibili. Affrontare realtà come Roma che è un verminaio di
parassiti dentro e fuori la macchina comunale, che assorbono la linfa economica
necessaria a governare la fame delle periferie, comporta il rischio di arrivare
alle nazionali senza un briciolo di credibilità. Esposti agli attacchi di quanti
sanno che non c’è il cinismo necessario, all’interno del movimento, per
sradicare le zavorre che tengono a terra il dirigibile comunale.
In
ultimo i sostenitori della lega che, essendo all’opposizione, hanno gioco
facile a denunciare tutte le storture messe in piedi da governi precedenti
(Monti/Letta/Renzi) privi di sostegno elettivo. Ed hanno, con Salvini, una
abilità speciale a non far ricordare che la lega col suo padre padrone Bossi
& co. hanno arraffato a piene mani quando erano al governo. Hanno imposto
loro uomini in mezza Italia, hanno gestito un terzo delle partecipate
mangiasoldi. Hanno praticamente governato. E si sa, chi mangia fa molliche.
Frequentare
qualunque social, ché i talk-show sono orrendamente pilotati per divagare e
cianciare, da la misura della estremizzazione che sta radicalizzandosi in una
polarizzazione tra i due poli effettivamente esistenti: PD e M5S. La lega gioca
a parte, un terzo disfattismo, un terzo denuncia ed un terzo rimozione dei
fatti e della storia, ignobile, che li ha caratterizzati allorchè governavano.
Spendere parole su Nencini, Alfano, ed altre tristi figure che sorreggono, per
mere ragioni spartitorie di poltrone e rappresentanze in enti mangiasoldi, il
gioco abile del Renzi conductor è tempo sprecato.
Resterebbero
personalità come la Meloni e Vendola ma si stanno massacrando da soli. Più si
alzano i toni, in un periodo buio e triste come quello in cui viviamo, più
avremo la possibilità di assistere alla deflagrazione del sistema politico ,
come fino ad adesso lo abbiamo conosciuto.
Dovrebbero fare un passo indietro tutti i correi di questa situazione e
lasciare alle nuove generazioni il compito di ripulire dall’interno partiti e
movimenti. Urge una legislazione speciale che affronti la questione morale
all’interno dei partiti.
Ma
chi glielo dice?
Carlo
Mocera

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