I sondaggi sono da prendere con la
prudenza necessaria ma sono sempre un campanello d’allarme. Un segnale,
insomma, di pensieri in onda e credo che sia opportuno capire cosa è cambiato oggi. Insomma, quali dati emergerebbero oggi dopo l'attentato di Bruxelles?
L’Ipr, nella puntata novembrina del 2015 di “Porta a
Porta”, aveva rilevato dati che oggi fanno ancora riflettere. Appena pochi mesi
fa.
Si era registrato a quella data che l'80%
dei musulmani in Italia condannava l'attentato
in Francia, il 12% lo giustificava e l'8% rispondeva «non so».
Il campione di 500 islamici intervistati
escludeva l’intervista ai clandestini musulmani o chi si trovava nei centri di
accoglienza, piuttosto riguardava gli islamici residenti in Italia, dunque, se
partiamo dal dato di 1 milione di persone, ben 120mila islamici in Italia avrebbero giustificato
la tragedia di Parigi, il 15% avrebbe considerato i responsabili della strage «persone
che sbagliano, ma che comprendo» e il 5% «che fanno bene all'islam».
Per il 46% gli attentati non riflettevano la religione di
Maometto, ma per il 24% la colpa era «dei
paesi occidentali che vogliono colonizzare i territori in cui si professa
l'islam». E il 30% non rispondeva!
Il 70% segnalerebbe alle autorità chi dovesse favorire il terrorismo islamico, ma il 10% non li denuncerebbe e il 20% è
rimasto nel dubbio.
Il 21% sosteneva di essere «favorevole»
allo Stato islamico in Siria e Irak, pur non desiderando ritornare in quei
territori, ma il 3%, dunque quasi 30mila musulmani si dichiaravano favorevoli e
pronti a rientrare.
A completare il quadro il 12% non si
sentiva integrato né avrebbe voluto integrarsi.
Ecco, per quanto potessero sembrare una
minoranza quei non so e quegli assensi, oggi mi ritornano gravi e pesanti dopo
i fatti di Bruxelles.
Troppa confusione, troppe debolezze e
troppa distanza.
E quando Papa Francesco apre il pensiero
alla misericordia ed alla fratellanza rivolgendosi agli occidentali mi chiedo
se il messaggio non debba rivolgersi anche a chi professa l’Islam.
Me lo chiedo perché sono convinta che nemmeno quel 70% statistico è integrato. D'altronde l’integrazione
non è un processo facile e verrebbe reso ancora più incoerente e contraddittorio se comportasse la rinuncia alla storia ed alle proprie fedi. L'Italia sta sbagliando?
Poi il terreno è minato dagli
squilibri sociali, i propri e quelli altrui, dalle cause e dagli effetti
irrisolti che coltivano violenze ed ambizioni di dominio.
Qui non servono pietismi né giustificazioni
ma una seria cooperazione internazionale. Ne saremo in grado?
Però…..te lo sei chiesto quanti sono i migranti nel mondo?
Ed in Italia?
Cosa sta avvenendo?
Maria Frisella

Nessun commento:
Posta un commento