Tra
pochi giorni inizia l'operazione congiunta Usa-Italia con l’utilizzo di 11
hellfire armati.
L'Italia
è in prima linea contro l'Isis, sale l'allerta terrorismo.
Congiuntamente
il progetto di intervento a terra con 5mila soldati per spezzettare la Libia è
sempre più concreto. La base di Sigonella, utilizzata dagli Stati Uniti dagli
anni '50 in base ad accordi sottoscritti ta i due Paesi, a seguito
dell'attentato di Bengasi del 2012:- “è stata richiesta per l’utilizzo di un
rafforzamento in loco di mezzi americani per soddisfare le legittime esigenze
di protezione dei cittadini statunitensi in Nord Africa, non solo in Libia”
sostiene il nostro Ministro della difesa Pinotti.
Comunque,
aggiunge, l’utilizzo della base è “di volta in volta discusso
e autorizzato, in coerenza con le linee di politica estera e di
difesa e con la strategia italiana che il governo ha più volte esplicitato
al parlamento”.D’altronde, per la Libia, l’Italia “è parte attiva per
una sua stabilizzazione che sia sostenibile e duratura nel pieno
rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni del consiglio
di sicurezza dell'Onu”. Aggiungiamo noi che lo statuto della Regione
Siciliana al comma 2 dell’articolo 31 riserva allo Stato questa facoltà di
utilizzo del territorio siciliano.
Morale: se gli USA voglio e credono di utilizzare
Sigonella per l’assistenza ai droni non è l’Italia ne tanto meno la Sicilia che
possono opporsi.
Carlo Mocera

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