L'intervento correttivo e
corrente, ha i suoi precursori. Sarebbe tuttavia inutile ripetere
perché se ne prediligono certuni a discapito di altri.
L'autoinduzione popolare sulle questioni morali ha piegato ogni
sincero motivo virtuoso alla banalità del pettegolezzo e del
superfluo. Fa bene l'interlocutore a commentare ironicamente la
posizione avvantaggiata di chi frattanto agisce o si propone
contro natura.
Ciononostante, la popolazione che subisce le decisioni per forza maggiore, come un ribaltone o un rimpasto al vertice che dà forfait agli equilibri nati con la rappresentanza elettiva, va accuratamente informata sullo stato dell'arte, e i fenomeni che contraddistinguono gli interventi non sono comprensibili alla gente che attende il risultato del viatico tecnologico (e non scientifico) che lo teorizza. In altre parole, l'intervento autoritativo se è una questione per gli addetti ai lavori è, invece, un problema per la maggioranza della popolazione italiana. A questo punto, è facile presumere che la specializzazione può prescindere dalla solidarietà parlamentare e che, essendo peculiare come un intervento chirurgico, non deve e non può godere del sostegno popolare, dato che il ruolo di ascoltatore passivo ci sta, è nella res publica che ha inventato la nuova formula di uomini e cose. Se definiamo il nostro governo un governo estremo, ecco che la qualità di off-limits è calzante. Molti analoghi provvedimenti e molte simili soluzioni, fanno già da tempo la storia italiana. L'Italia ne ha conosciuti parecchi. Dai ribaltoni ai rimpasti, sono tutti segnati dal medesimo gradiente di tradimento, cioè l'atto formante lo spaesamento doloso dell'opinione pubblica dalle originarie condizioni di rappresentanza nelle sale dell'olimpo. E spesso, di sale, ne basta solo una. La scelta d'intervento da parte di Giorgio Napolitano verso una soluzione accomunante (esattamente il contrario di compiacente) ha il merito di avere scoperto come escludere il terzo incomodo, elemento pernicioso e destabilizzante seppure costituzionalmente cogente, nel mentre di una temperie diventata inutile per la personalizzazione dello sciacallaggio preferito ai motivi della nazione. Il presidente Letta prima e le pensioni della Fornero dopo, per esempio. Così facendo il caro Napolitano si è dichiarato un personaggio affatto polemico e straordinariamente moderno, dato che ha azzerato l'apologia dell'opposizione parlamentare alla solidarietà del PD ponendo a rischio di serissimi effetti boomerang le tendenze separatista della lega ora più che mai anacronistiche con la presunta vendita della Sicilia e della Sardegna da parte di Renzi. Come disse James Hillman, è un matto. Che tipo di presago è? Tuttavia, è un pozzo di insulsaggini dalla cura esclusivamente venale, proprio come l'ordine pubblico di Rosario Crocetta, alias un governatore da rispedire all'asilo. Dopo quasi un lustro di imperturbabili nagromanzie, si dice che ce lo hanno messo gli americani.
Ciononostante, la popolazione che subisce le decisioni per forza maggiore, come un ribaltone o un rimpasto al vertice che dà forfait agli equilibri nati con la rappresentanza elettiva, va accuratamente informata sullo stato dell'arte, e i fenomeni che contraddistinguono gli interventi non sono comprensibili alla gente che attende il risultato del viatico tecnologico (e non scientifico) che lo teorizza. In altre parole, l'intervento autoritativo se è una questione per gli addetti ai lavori è, invece, un problema per la maggioranza della popolazione italiana. A questo punto, è facile presumere che la specializzazione può prescindere dalla solidarietà parlamentare e che, essendo peculiare come un intervento chirurgico, non deve e non può godere del sostegno popolare, dato che il ruolo di ascoltatore passivo ci sta, è nella res publica che ha inventato la nuova formula di uomini e cose. Se definiamo il nostro governo un governo estremo, ecco che la qualità di off-limits è calzante. Molti analoghi provvedimenti e molte simili soluzioni, fanno già da tempo la storia italiana. L'Italia ne ha conosciuti parecchi. Dai ribaltoni ai rimpasti, sono tutti segnati dal medesimo gradiente di tradimento, cioè l'atto formante lo spaesamento doloso dell'opinione pubblica dalle originarie condizioni di rappresentanza nelle sale dell'olimpo. E spesso, di sale, ne basta solo una. La scelta d'intervento da parte di Giorgio Napolitano verso una soluzione accomunante (esattamente il contrario di compiacente) ha il merito di avere scoperto come escludere il terzo incomodo, elemento pernicioso e destabilizzante seppure costituzionalmente cogente, nel mentre di una temperie diventata inutile per la personalizzazione dello sciacallaggio preferito ai motivi della nazione. Il presidente Letta prima e le pensioni della Fornero dopo, per esempio. Così facendo il caro Napolitano si è dichiarato un personaggio affatto polemico e straordinariamente moderno, dato che ha azzerato l'apologia dell'opposizione parlamentare alla solidarietà del PD ponendo a rischio di serissimi effetti boomerang le tendenze separatista della lega ora più che mai anacronistiche con la presunta vendita della Sicilia e della Sardegna da parte di Renzi. Come disse James Hillman, è un matto. Che tipo di presago è? Tuttavia, è un pozzo di insulsaggini dalla cura esclusivamente venale, proprio come l'ordine pubblico di Rosario Crocetta, alias un governatore da rispedire all'asilo. Dopo quasi un lustro di imperturbabili nagromanzie, si dice che ce lo hanno messo gli americani.
Quindi, se siete
d'accordo con questa impostazione, l'attuale governo Renzi è una
risoluzione dei media e il gradimento politico, in quanto valore
immateriale della fede nella comunicazione, si piega inopinatamente e
per soluzione apodittica al carisma tecnologico dei nostri ministri (James Hillman – La vana fuga degli Dei, pp.98 e ss. ed. Adelphi),
nel senso, come ha più volte fatto capire Vittorio Sgarbi e
separatamente Nicola Porro, che la scienza è latrice di efficienza
mentre la tecnologia è il mentore dell'efficacia. Purtroppo, una
differenza sostanziale. Stando così le cose, è necewssaria la
pratica del dogma. "Dogma" è una bellissima parola; ma se
essa sottende l'intenzione di ingannare, allora ferisce e fa
sanguinare. Tutte le dittature e qualsivoglia colpo di stato si regge
sui dogma maligni. Questa attitudine è connaturata al contesto
tesaurizzante e l'autoinduzione gioca un ruolo determinante nella
valorizzazione - e che cos'altro se no? - delle malignità
dissimulate per mezzo dei media. Uno stralcio di salvazione è dovuto
alla radio. Quando ll dogma non è un connotato virtuoso frattanto
che si agita diviene autocefalo. Sappiamo per esperienza che il
percorso di un dogma è propositivo finché spiega e realizza
provvedimenti che sono coerenti con le congetture di un programma.
Qualsiasi buon programma ha bisogno del buon dogma corrispondente;
contro le opposizioni, per esempio, che necessariamente o per
preclusione, praticano l'ostracismo. Il successo è nel ritorno di
questo individualismo che all'interno della compagine politica si
distingue a sua volta, facendo uguali tutti gli altri, opposizione
compresa, che non sono i coreuti. Per concludere, affermo che io sono
un individualista di buona volontà perché contemporaneamente
idealista. Chi mi vorrà al governo di uomini e cose può star certo
che farò i suoi interessi e che utilizzerò il buon dogma per dare
alla mia gente pace e serenità. Perché? Ma miei cari... Perché non
siamo tutti uguali, neanche in parlamento, e perché non sarò mai,
parafrasando un famoso aforisma, presuntuosamente «più uguale degli
altri». Una banalità, lasciatemela dire: i problemi ci sono, il
più importante in termini di ritorno e di efficienza è la salvezza
del pianeta terra. Non è un ritorno alla Natura, ma all'Anima Mundi
tradita, udite udite, da Charles Baudelaire che da poeta maledetto,
venerato nientepopodimeno che da Arthur Rimbaud, ha finito per farsi
corrompere in franchi francesi dalla convenzionalità religiosa. Lui,
l'anticlericale per eccellenza!
Grazie per l'attenzione
29 febbraio 2016
Marcello Scurria
Nessun commento:
Posta un commento