Come Odisseo sentì
l'Isola a cui il vento portò le notizie dell'Olimpo, Palermo attende
il salvatore.
Olimpo riconobbe dove i secoli non hanno il tempo
dell'uomo, ma il momento dei regni e alzò lo sguardo perché la luce
apparve dall'alto intrusa a forza nella foschia fino alla terra.
Davanti a sé scorse
qualcosa di immane, di incomprensibile al genere umano, uguale al tabernacolo custode di libri sacri.
Nell'aria, l'atmosfera misteriosa e contemporaneamente mitica sorprese Olimpo che sentì la terra viva sotto i piedi. Una magia ancestrale nata all'alba della carriera dell'uomo si muoveva sotto di lui insieme al mare gonfio di carezze. Scrosci di stelle si fecero vicini. Con lui, invisibile e profonda, cresceva la terra viva e il vento dorato elogiò il pensiero del genere umano immerso con Olimpo nella sua integrità.
Nell'aria, l'atmosfera misteriosa e contemporaneamente mitica sorprese Olimpo che sentì la terra viva sotto i piedi. Una magia ancestrale nata all'alba della carriera dell'uomo si muoveva sotto di lui insieme al mare gonfio di carezze. Scrosci di stelle si fecero vicini. Con lui, invisibile e profonda, cresceva la terra viva e il vento dorato elogiò il pensiero del genere umano immerso con Olimpo nella sua integrità.
Pose gli occhi sul promontorio e l'arca del monte parlò.
«Ti aspettavo» gli
disse desto.
La polvere era solida
come una crosta millenaria e il suo rilievo arcaico, come di
dinosauro, stendeva l'orizzonte sulla spessa canapa simile
a velluto, intessuta lontano.
«Il genio di Palermo»
disse viva, mostrandogli le trecce.
Olimpo soffiò sulla
polvere, piano, non come turbine, ma come un saluto che rivelasse la
sua presenza all'Isola.
«Perdonami il ritardo»
rispose.
E il tempo si ridestò,
si scosse antico come chi non conobbe mai la violenza. La vita
suonava come acqua e il mistero portava con sé la gioia di tutte le
magie colorate. Anche le pagine sacre si gonfiarono di quell'antico
valore che si svela alla luce come sabbia che da secoli non vede il
Sole.
Gli apparve Carisma col volto terso come il cielo e le mani colme di avventura.
Gli apparve Carisma col volto terso come il cielo e le mani colme di avventura.
«Per capire il genio ci
vuole del genio» gli disse.
«Andiamo» rispose.
Grazie per l'attenzione, Febbraio 2016, domenica
Marcello Scurria
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