E’ la Sedia Wassily che M. Breuer concepì tra il 1925 e il 1927, a Bauhaus. Ma certamente conoscerai anche la Sedia Cesca
e la sedia Armchair, del 1928-1929, che lo stesso pensò
nella famosa sezione di falegnameria della Bauhaus.
E’
stata una importante scuola tedesca di
architettura, arte e design, che a Weimar dal 1919 al 1925, a Dessau
dal 1925 al 1932
e a Berlino
dal 1932 al 1933 dettò la filosofia dell’arte.
Quella di
Dessau sarà un bed
& breakfast, e questa è economia!
Dessau
è una cittadina della parte orientale della Germania sul fiume Elba, che visse
e continua a vivere dell’idea della sua scuola e di quanto significò per i movimenti
modernisti legati al razionalismo e al funzionalismo, nei primi 30 anni del
1900 e ai grandi architetti tra cui certamente lo stesso Gropius che progettò l’edificio,
Giuseppe e Anni Albers, Marcel Breuer e Hannes Meyer.
Dunque, da
Bauhaus “loggia dei muratori”,
come il suo nome derivante dal medievale Bauhütte che Walter
Gropius volle richiamare, a soggiorno per chi ama respirarne l’architettura
e la sua storia attraverso percorsi fotografici del tempo che la raccontano dalle
pareti delle camere.
Un’operazione di marketing ed una strategia economica
per finanziarla.
Già, perché per altro il costo del soggiorno è
relativamente basso se si calcola in 40 euro a notte e da 60 se le stanze sono
quelle che appartenevano
a Joseph Albers e agli architetti Franz Ehrlich e Alfred Arndt che vi
abitavano.
Sono
arredate con la semplicità e l’essenzialità che traducono la filosofia del
luogo e del pensiero dei maestri che, di nazionalità differenti, ne animarono la strada tra cultura e didattica
arricchendo gli apprendisti e segnando
le influenze del tempo in cui la
rivoluzione industriale aveva prodotto modificazioni tecnologiche e sociali. Non da
poco.
Si
identificava il proletariato e la classe operaia, l’esigenza del mercato dettava
la riduzione dei costi, la cultura intendeva
una progettualità in prossimità tra ideatori e studenti, l’Europa cambiava i suoi
presupposti. I paesi anglosassoni riformarono accademie e formazione professionale, W. Morris
fondò ALEX laboratori artigianali dove si affermò lo stile Arts and Crafts.
Perfino i
musei, primi quelli inglesi,
cominciarono ad esporre opere di arte applicata e industriale, Museum für angewandte Kunst a Vienna
e del Kunstgewerbemuseum a Berlino,
esempi di successo che trascinarono altri di conseguenza per cui sorsero ancora
i laboratori Deutsche Werkstätten e Deutscher Werkbund.
Arte ed industria, tale fu l’incontro
provocato dalla storia delle idee e delle tecnologie e fu irreversibile
coltivandosi nelle idee di P. Behrens, Otto Pankok,
Hans Poelzig,
Bruno Paul,
Henry van de Velde e delle loro scuole che dettavano
innovazione, l'Accademia di Düsseldorf, la Scuola di
artigianato di Stoccarda, l'Accademia di Breslavia,
l'Accademia di Berlino, la Scuola di artigianato artistico di Weimar, per iniziare.
Il dibattito
tra architettura, arte e sistemi produttivi era iniziato nei luoghi deputati
tra cui proprio l'istituto statale del
Bauhaus che rappresentò l'Accademia d'arte e la Scuola di arti e mestieri del
Granducato di Sassonia.
Ed eccole pittura, scultura e architettura nei tre raggi di ispirazione che
si dispiegano dalla cattedrale, nella xilografia
di Lyonel Feininger, pittore statunitense di
origine tedesca che le raffigurò sulla copertina del Manifesto e programma
del Bauhaus statale di Weimar. Si era nel 1919.
A Dessau la scuola arrivò nel 1925, per la solita
storia che collega finanziamenti e cambio di governo che comportò la chiusura di
Weimar ed arrivò il raggio dell’architettura di Alfredo Bortoluzzi e di Hannes Meyer, il cui insegnamento pedagogico fu di tipo materialistico, “tendenzialmente di tipo funzionalistico e
collettivistico e inoltre sarà particolarmente attento alle tecniche
costruttive" ma troppo
filocomunista e dunque da allontanare dando spazio a Josef Albers, Wassily Kandinsky
e Ludwig Mies van der Rohe.
Era stato
costruito l’edificio di cui oggi parliamo, chiuso poi a seguito delle vicende
legate alla storia del nazismo e delle politiche nazionalsocialiste. Tu
pensa che la Gestapo ne ordinò la chiusura per tre mesi perché alcune
riviste comuniste avrebbero dimostrato una sorta di appartenenza alle idee
bolsceviche. Fu tentata la riapertura ma
le condizioni amministrative e finanziarie ne imposero la definitiva chiusura
nel 1935.
Ne rimase la forte eredità delle idee in
architettura e urbanistica, scultura, pittura,
decorazioni, vetro e plexiglas, ceramica, metallo, alluminio, pietra, oreficeria, compensato,
falegnameria, giocattoli, lampade, tessitura
fonoassorbente
e riflettente la luce, seta
artificiale, ciniglia
e cellophanintreccio,
ricamo
a mano e a macchina, lavoro a uncinetto, macramè, arazzi, tappeti, carta da parati, fotografia, grafica,
incisioni, pubblicità, teatro nello
studio de spazio, forma, colore, suono, movimento, luce, designer che nessun
fatto può cancellare.
Sedie
soltanto?
No, ma se ti siedi su una di quelle ripercorri tutta l’evoluzione del
pensiero e dell’arte post industriale di certo. Strategie dell'economia?
Maria Frisella


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