Una chiave di lettura,
per approfondire, parte dal significato del Welfare, “ben essere“ e “star bene" tutelati da rischi “sociali” e garantiti nella fruizione dei diritti di cittadinanza. Non ti confondere, lo so che c'è nebbiolina.
Dunque da tale ministero dipende il ben essere e lo star bene delle fasce più
deboli, indigenti, disabili,
lavoratori subordinati, pensionati, Previdenza Sociale, insomma quella che
consideriamo equità sociale?
Tu dirai subito che è un valore
prioritario di uno Stato democratico e civile, ma deve essere stato difficoltoso
mantenerlo in prima fila, perché la sua storia è diversamente organizzata. Ne ho fatto una semplice ricerca su
internet.
Pensa che il suo nascere risale al 1920
quando il Governo Nitti II istituì il Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, però fu incorporato poi, nel 1916, nel dicastero Ministero per l'Industria, il
Commercio ed il Lavoro.
Con il governo Mussolini, nel 1923, la
competenza in materia di previdenza sociale appartenne al nuovo Ministero
dell'Economia Nazionale, fino a che il relativo RD del 1929 non sopprimeva il
neo Ministero ripartendone le funzioni tra il Ministero dell'Agricoltura e
delle Foreste e il Ministero delle Corporazioni. Mah! Non finisce qui.
Nel 1943, soppresso il Ministero delle
Corporazioni, la previdenza, che ancora non è Welfare, ritornò al Ministero dell'Industria, del
Commercio e del Lavoro che, nel 1945 venne di nuovo ripartito in due distinti
dicasteri: Ministero dell'Industria e Commercio
e Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, per
modificarsi ulteriormente nel. 1955 e nel 1961.
Nel 1993 venne pensato ed attuato nel
1996 un nuovo accorpamento degli uffici periferici e nel 1997 parte delle
funzioni furono coinvolte nel decentramento di poteri alle Regioni.
Con la riforma
Bassanini durante il Governo D'Alema II, l'ordinamento del Governo
fu di nuovo modificato e la nuova legislatura del 2001 vide il nascere, si fa
per dire, del Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che avrebbe
accorpato le funzioni del lavoro e della previdenza del Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, quelle sociali del Dipartimento della Solidarietà
Sociale della Presidenza del Consiglio, nonché la materia della
salute del Ministero della Sanità.
Di nuovo, nel 2001 il Governo Berlusconi II collocò la materia della salute ad un nuovo Ministero della Salute, e
le materie residue al Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali.
Col Governo Prodi
II, nel 2006 il Ministero fu nuovamente diviso dando luogo a tre
ministeri: Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, il Ministero della Solidarietà Sociale
e il Dipartimento per le politiche della
famiglia.
Ma data la complessità di gestione perché
erano aumentati i ministeri, lo stesso Gabinetto Prodi si fece scudo dei previsti 12
ministeri della riforma Bassanini/1999 e disponendo con la Finanziaria 2008, la
reistituzione del Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Però
nel 2008 il governo Prodi II cadde e il Governo Berlusconi IV reistituì il Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, come era, riaccorpando le funzioni che erano del Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, del Ministero della Solidarietà Sociale
e del Ministero della Salute.
Il Dipartimento per le politiche della
famiglia venne riassorbito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri come
Dipartimento.
Ora devi proprio chiederti se lavoro,
previdenza, politiche sociali e salute, che fecero parte del settore definito welfare, rimasero funzionanti.
Prima di dare qualunque risposta è bene
ricordare che nel 2009 il
Ministero della Salute
venne restituito a se stesso, ed il resto prese la denominazione Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali, competente in materia di politica del lavoro
e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del
sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla
prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone
delle famiglie, la solidarietà, i flussi di immigrazione insieme alle
Prefetture o con lo Sportello dell'immigrazione. Ovvio che aumentarono o
sottosegretari.
Ora tu sai che trasferendoti continuamente
da una casa all’altra le tue organizzazioni ed i condomini subentra una certa…confusione.
Ti chiederai se con tanti passaggi alla fine rimane chiaro
qual fu ed è il diritto al “ben essere” dei cittadini. Te lo chiedi quando
prendi atto della vita oggi, delle notizie di cronaca, della povertà crescente,
del disagio imperante.
Eppure tanti se ne occupano, uffici e
funzioni. Il ministero attua tra altro:
a) i principi ed obiettivi
della politica sociale
b)
gli
standard dei servizi sociali essenziali;
c)
i
criteri di ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche
sociali,
d)
la
politica di tutela abitativa a favore delle fasce sociali deboli ed emarginate,
e)
il
controllo e la vigilanza amministrativa e tecnico-finanziaria sugli enti di
previdenza e assistenza obbligatoria e sulle organizzazioni non lucrative di utilità
sociale e sui patronati,
f)
i
criteri generali per la programmazione della rete degli interventi di
integrazione sociale; gli standard organizzativi delle strutture interessate;
Deve essere importante e
prioritaria la materia se il dicastero è dipendente direttamente dal vertice
politico, dal 2011. Sai quanti Uffici di staff si occupano della materia?
· Il Ministro;
- i Sottosegretari di
Stato;
- gli Uffici di
diretta Collaborazione;
- il Segretariato
Generale;
- Il Nucleo di
Valutazione della Spesa Previdenziale;
- l’
Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità;
- ben 10 Direzioni
Generali in cui è diviso:
a) D.G. per le Politiche del
Personale, l'Innovazione, il Bilancio e la Logistica;
b) D.G. per l'Attività
Ispettiva;
c) D.G. per la Comunicazione
e l'Informazione in Materia di Lavoro e Politiche Sociali;
d) D.G. per le Politiche
Attive e Passive del Lavoro;
e) D.G. delle Relazioni
Industriali e dei Rapporti di Lavoro;
f)
D.G.
per le Politiche dei Servizi per il Lavoro;
g) D.G. per le Politiche
Previdenziali e Assicurative;
h) D.G. per l'Inclusione e
le Politiche Sociali;
i)
D.G.
per il Terzo Settore e le Formazioni Sociali;
j)
D.G.
dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione.
E
se non bastasse, a livello territoriale, è organizzato :
1.
in
18 Direzioni Regionali del Lavoro - DRL,
con sede nei capoluoghi regionali,
2.
in
74 Direzioni Territoriali del Lavoro -
DTL, con sede pressoché in ogni Provincia,
3.
In
Nucleo di Coordinamento Regionale della Regione Siciliana perché non ci sono in Sicilia né DRL nè DTL.
Io non so se l’organizzazione di
rete funziona, ma certo……se ne può discutere prima di ritrovarsi appesi a quel
ramo. Nel vuoto.
Maria Frisella

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