CI SIAMO! Eppure…. (3* parte)
Hai mai contato
su quanti governatori si misura il tempo dell’autonomia fino ad oggi?
Tanti,
da quando i primi 90 deputati del Parlamento siciliano espressero
il primo governo regionale nel 1947, come
poco è durata la maggior parte dei loro governi.
1.
Giuseppe Alessi, 1947/1949
1.
Franco
Restivo 1949/1955
2.
Giuseppe Alessi 1955/ 1956
3.
Giuseppe La Loggia 1956/1958
4.
Silvio
Milazzo 1958/1960
5.
Benedetto della Nicchiara 1960/1961
6.
Salvatore Corallo da giugno a settembre 1961
7.
Giuseppe D'Angelo 1961/1964
8.
Francesco Coniglio 1964/1967
9.
Vincenzo Giummarra da agosto a settembre 1967
10.
Vincenzo
Carollo 1967/1969
11.
Mario Fasino 1969/1972
12.
Vincenzo Giummarra 1972/ 1974
13.
Angelo
Bonfiglio 1974/1978
14.
Piersanti Mattarella 1978/ 1980 ( ucciso)
15.
Gaetano
Giuliano dal 6 gennaio
al 1 maggio 1980 (facente funzioni)
16.
Mario
D'Acquisto 1980/1982
17.
Calogero Lo Giudice 1982/1983
18.
Santi Nicita 1983/1984
19.
Modesto Sardo 1984/1985
20.
Rosario
Nicolosi 1985/1991
21.
Vincenzo
Leanza 1991/1992
22.
Giuseppe Campione 1992/1993
23.
Francesco Martino 1993/1995
24.
Matteo Graziano 995/1996
25.
Giuseppe Provenzano 1996/1998
26.
Giuseppe
Drago gennaio/novembre
1998
27.
Angelo
Capodicasa 1998/2000
28.
Vincenzo
Leanza 2000/2001
29.
Salvatore
Cuffaro 2001/2006
2006/2008
30.
Nicola Leanza gennaio-aprile 2008 (facente funzioni)
31.
Raffaele
Lombardo 2008/2012
32.
Rosario
Crocetta 2012 in
carica
Devono
esserci state da subito correnti forti nel Palazzo della Regione, se i cinque anni
di legislatura dei governatori si sono ridotti spesso a uno, due o tre, troppo
brevi per garantire significative attività!
Cataldo Grammatico, capogruppo all'Ars del MSI,
già etichettava rivolta siciliana la
presidenza del democristiano Silvio
Milazzo. Deve essere fallita allora se oggi ancora l’attuale presidente tratta di
rivoluzione.
Le premesse la dicono lunga se già pochi anni dopo
l’ approvazione dello Statuto si ipotizzavano tentativi di corruzione per
l’acquisto di voti in favore dell’elezione del governo.
Tra il 1960
ed il 1970 nacque la Regione
imprenditrice, sostenuta da tutti i partiti con l’intento di gestire
iniziative industriali, con la So.Fi.S,
si istituirono quattro enti economici regionali: l'Ente Minerario Siciliano, Ente siciliano per la promozione
industriale, l'AZASI e l'Ente Sviluppo Agricolo e
si registrarono gli eventi dell'Eni di Enrico Mattei in Sicilia.
Nella
città sede dell’Assemblea siciliana, dove chiunque passando poteva constatare, l’espansione
edilizia inglobò fette indiscriminate di realtà territoriali nel sacco di
Palermo, come fu definita
nella città capitale
della Regione.
Il
resto degli anni?
Mentre ancora commemoriamo
i sacrifici umani e le loro morti violente, rimangono infrastrutture
carenti, pale eoliche solitarie, ferrovie ottocentesche, autostrade non
completate e interrotte quelle esistenti, ponti crollati, collegamenti precari
con le isole, dissesti territoriali, acqua in perenne crisi, sanità feudale,
rifiuti accumulati, tentativi di Muos, turismo all’impronta, agricoltura in
crisi, lavoro in sogno, cultura sommersa, beni monumentali in stato di memoria
nostalgica e decadente, pesca sottovalutata, formazione incastrata, imprenditoria
sonnolente.
Eppure ci sono i siciliani virtuosi,
quelli che comunque sopravvivono, che si mettono in gioco, che usano le risorse
di questa terra e spingono se stessi a scommettere sui mercati. Sono i
siciliani che all’estero dimostrano cha la Sicilia è anche altro.
Altro rispetto a che?
Occorre riflettere sullo
Statuto dell’autonomia regionale.
Maria Frisella
continua

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