La
nuova affittopoli a Roma coinvolge partiti, sindacati, associazioni, esercizi
commerciali e, tra altri, anche una onlus dell'ex sindaco della città
romana... Possibile? Quelle parti a garanzia del benessere del cittadino,
proprio quelle, sembrano approfittare del loro stesso potere? Il dubbio rimane perché potrebbe essere successo tutto a loro
insaputa.
Certo.
Nessuno ha curato l’amministrazione del patrimonio, nessuno il censimento,
nessuno il controllo. Il problema allora sorge spontaneo: ad insaputa di chi?
1. Tali
case sono un patrimonio pubblico. Meglio, un patrimonio del Comune di Roma;
2. patrimonio significa che
la loro gestione rientra nelle “entrate” e nei “costi”, voci del portafoglio,
proprio come quello di ciascuno, che si chiama bilancio;
3. gestire è un insieme di procedure amministrative che
non sono a carico di un solo ufficio, ma di tanti uffici e di soggetti preposti al
compito, i dirigenti e gli impiegati che per i loro compiti vengono retribuiti;
4. entrate ed uscite legittimano
il “bilancio” comunale che viene
proposto, verificato ed approvato dal Consiglio Comunale, riverificato dai “revisori”;
5. tale patrimonio avrebbe potuto fare entrare nelle casse della città capitolina ben
100 milioni di euro all’anno, e se non ci sono tra le entrate questo provoca una
passività che ha limitato investimenti e opportunità di sviluppo dei servizi. Un
danno.
Alla
domanda occorre aggiungere l’elemento tempo che farebbe pensare ad aggravamento
di responsabilità:
6. Da
quanti esercizi finanziari tali entrate mancano?
7. Da quanti anni manca la
regolare gestione di tali immobili da parte degli uffici preposti?
Dentro una breve
parentesi sarebbe il caso di sottolineare che i soggetti preposti a detto
compito hanno continuato a percepire la retribuzione, forse anche i premi
incentivanti. Altro danno alla pubblica Amministrazione in termini economici ed
oggi di immagine.
Eppure nessuno sa niente, sindaci ed
assessori, consiglieri comunali ma anche dirigenti degli uffici e controllori,
mentre le teorie dell’efficienza, dell’efficacia, della trasparenza, della
legalità, del pubblico interesse restano citazioni ben confezionate.
Che
idea averle legiferate!
Quel che è certo è che il tutto
avviene ad insaputa dei cittadini. Anche quelli ai quali si negano le case
popolari ed il diritto di cure gratuite perché bisognosi, quelli accampati al freddo con i loro
bambini, che non arrivano a fine mese e che non riescono a provvedere alla loro
sopravvivenza.
Si,
quelli che continuano a sentirsi dire che non ci sono soldi per servizi e
diritti essenziali, che non c'è niente da fare, che si devono rispettare le
leggi…
Qualcuno ha perso qualche logica?
Maria
Frisella

Nessun commento:
Posta un commento