La
trasversalità incrociata tra i parlamentari italiani è un segnale di dubbio
sugli effetti della proposta legislativa della senatrice
Pd Monica Cirinnà dalla quale parte la diatriba nazionale.
Non so cosa ne pensi tu ma io avverto
che non si tratta solo di opposizioni politiche, forse nemmeno di
incostituzionalità della stessa proposta, quanto di dubbi della
coscienza e del futuro.
Ipocrisie? No.
Pregiudizi? Forse.
Incapacità di misurare gli effetti della legge sui “modi”
della società futura? Questo è certo.
La famiglia modifica sostanzialmente i suoi luoghi
mentali. E non è un problema di resistenza alla diversità dei componenti il
matrimonio! La sua struttura mi pare alquanto superata anche se, quando cerchi
di capire il senso della “famiglia”, oltre quello del senso comune, ti ritrovi imbrigliato in una serie di
interpretazioni.
Ed allora la storia ti restituisce qualche testimonianza alquanto allargata, come quella della Comune Kerista che a San Francisco praticò il matrimonio di gruppo dal 1971 al 1991, accogliendo i presupposti per cui il matrimonio era espressione di gelosia e di proprietà e non poteva essere accettato. Ti chiedi allora lo vivessero i figli! Poi rifletti e registri che tale esperienza di poliginandria non ebbe vita eterna e la tua cultura legata alla monogamia respira!
Ti immergi pure
nelle memorie scolastiche e ricordi che Aristotele diede una giustificazione alla famiglia
composta da uomo-machio e donna-femmina in quanto l’evidenza naturale poneva
insieme tali due elementi che potevano garantire la sopravvivenza: due uomini o
due donne non avrebbero potuto procreare e avrebbero impedito il principio della
natura e della funzione sociale della struttura.
Oggi il
casus non è più tecnicamente la struttura della famiglia, per altro smantellata
da quel sottile e lento percorso di modificazioni delle differenze tra uomo e
donna, annullate nei costumi, nelle mode, nei rapporti tra privato e pubblico.
Quindi se la sociologia imperante aveva ancorato l’istituzione familiare alla
garanzia di norme e comportamenti, differenze tra uomo e donna, oggi ci
troviamo di fronte ad una istituzione familiare che perde il suo ruolo storico
di orientamento avendo modificato la percezione dei limiti e delle risorse, in
breve la percezione della funzione prioritaria, quella riproduttiva prima ed
orientante dei figli di conseguenza.
Io ero abituata
alla famiglia orientante che determinava
la collocazione sociale dei figli e ne condizionava la formazione culturale, per
cui passava loro il testimone di valori sociali, essendo quella struttura che
consente di umanizzare trasferendo la natura alla cultura.
Oggi,
volendo superare il fondamento filosofico per cui i due elementi di un sistema
non sono divisibili né vivono di autonomie,
mi fermo alla domanda su quale
umanità futura si nasconde dietro l’angolo della proposta legislativa Cirinnà. Ma tant'è, il futuro semplice esiste ormai solo in grammatica!
Generare un
figlio o adottarlo no è un problema quanto piuttosto lo è il modo e l’ordine di una vita di relazione per le sue
conseguenze sui modi e sull’ordine di una ipotetica società nuova e differente.
Ma nuova e differente rispetto a quale modello?
La famiglia è diventata un’idea complessa anche in
sociologia se penso alla famiglia coniugale,
monogama,
poliginica,
poliandrica,
poliginandrica,
consanguinea,
monogenitoriale, omogenitoriale oggi,
società in cui convivono la famiglia nucleare, estesa, multipla, senza struttura
coniugale o mononucleare mentre aumentano le coppie di fatto e si legalizza il
matrimonio omosessuale.
Nemmeno la Costituzione mi dà risposte: gli artt 29-31
trattano di famiglia, matrimoni e tutele dei figli nati dentro o fuori il
matrimonio ma non leggo nulla che determini il sesso dei componenti la
famiglia.
Allora ho deciso: contro gli
stereotipi io sto al centro! Il futuro semplice rimanga pure un retaggio grammaticale!
Maria Frisella
Maria Frisella
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RispondiEliminaIo credo, che una famiglia sia un posto dove ci si ama, dove ci sia del rispetto, dove ci si aiuti a vicenda. Due donne, due uomini o un uomo ed una donna, non esiste differenza.
RispondiEliminaChe nella casa ci sia un figlio naturale o adottato, che ci siano o meno animali domestici, è tutto relativo. Sono altre le cose che fanno la differenza, e credo che in un mondo tanto ipocrita, bisognerebbe solo lasciare alle persone la possibilità di amarsi, di fare scelte che possano portare un sorriso, dove non c'è. Per questo sono favorevole alle adozioni gay e non avrei problemi a lasciare mio figlio con le mie amiche lesbiche, con la mia amica trans o con i miei amici gay... sono tutte persone che amo per il loro cuore, il solo posto, a mio avviso, da guardare per "giudicare" una persona.
In un mondo governato dalle guerre, perchè mai bisogna mettere un freno a chi si ama? ...