Per noi di FREE-ITALIA è inconcepibile pensare che la reazione all’attentato di Parigi e ai vari allarmi bomba sia la sospensione di alcuni diritti fondamentali del uomo (Più controlli nei movimenti, nelle comunicazioni, nella corrispondenza, nelle transazioni finanziarie.). Non si deve reagire alla violenza comprimendo molti principi inalienabili frutto del sacrificio di chi è morto per questi valori. In nome di una falsa sicurezza non si può imporre ai cittadini una rinuncia (se non tramite un giusto processo) a qualcosa di enormemente prezioso come ad esempio la libertà di pensiero, di culto, di privacy o la libertà di movimento.Ma fino a che punto possiamo tollerare delimitazioni così pesanti in nome della sicurezza? La paura assieme al panico ed inquietudini generato dal terrorismo, giustifica l'invocazione di una maggiore sicurezza da parte dell'opinione pubblica (ammaestrata come non mai) e da parte di quelle forze politiche che giocano e speculano sulla pelle della gente e della democrazia residua, che in tal modo va a farsi benedire definitivamente.
Quello che è sicuro è che i cittadini devono stare in guardia. Vigilando sulle misure che governi si apprestano a varare sull’onda della paura. Non dobbiamo consentire la riduzione dei diritti e delle libertà, in nome della sicurezza. Se tutto ciò avverrà, allora avremo certamente perso in partenza la nostra civiltà, dignità e la democrazia stessa, poiché diverremo prigionieri delle nostre paure, terreno fertile di regimi oppressivi e sanguinari, come la storia insegna.
interessantissimo articolo. E' una opinione molto estesa che l'approccio è sbagliato. Per ora si mostrano i muscoli. Ma cosa s'intende per familiarità comune? Ecco un modo di prospettare il problema come una questione. Credo che sia molto più efficace di stazioni deserte che mettono i primo piano i carriarmati. Brava Richy. Tuttavia l'argomento è molto dibattuto.
RispondiEliminaMarcello...non è mio...
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