INTEGRARE. L’annosa incoerenza del sostegno e……quelli che
ci lavorano
1.
Gli
interventi statali
2. Gli interventi territoriali
3.
Gli
interventi nelle scuole
Poiché il
tema è complesso in quanto pone assolutamente in relazione le attività preposte
alla integrazione, mi piace trattarlo
per aree di intervento.
Oggi è il nr.1
Oggi è il nr.1
Chiaro che alla
fine dovrà emergere un “sistema” per il quale non c’è una parte più
responsabile dell’altra ma una collegialità che dovrebbe trarre il suo alimento
dal sano principio della coerenza e della com-unicazione tra le parti. I
risultati ne sono un prodotto e se devono essere date soluzioni alle criticità
queste devono emergere dalla conoscenza dell’impalcatura e delle funzioni.
Le parti che
intendo non sono solo quelle individuate nei singoli organismi ma dovrebbero
essere tutte quelle che in misure sia pure diverse seguono, perché ne hanno
assunto i processi, il percorso di vita del soggetto portatore di handicap che
ha diritto alla sua piena inclusione.
Sul tema
delicato dell’integrazione sono stati istituiti organismi che alla fine
dovrebbero regolare le iniziative legislative e le indicazioni operative per
alimentare e dare coerenza ad
Ø
Attività
Statali
Ø
Attività
territoriali
Ø
Attività
scolastiche
Qui si
tratta dell’integrazione di soggetti che presentano un handicap a cui lo Stato
deve garantire inclusione con politiche rivolte alla famiglia, alla scuola
negli anni dovuti, al lavoro nell’età adulta, al sociale per tutti i servizi
collegati.
Dunque
l’intervento scolastico è una delle dimensioni di cui si alimenta il tema più
complesso che definiamo “integrazione”.
Io credo che la scuola sia una illustre assente negli
organismi nazionali che trattano l’argomento. Eppure la scuola ha un suo ampio
raggio di esperienze significative che farebbero emergere quanto nel territorio
le politiche integrative siano una emergenza ed in tal senso sarebbero prodighe
di orientamenti.
1.
Gli interventi di livello nazionale
e l’“Osservatorio
per l'integrazione delle persone con disabilità”, O.N.D.
L’OND è il c.d.
"meccanismo di coordinamento",
obbligo per gli Stati sottoscrittori della Convenzione delle
NAZIONI unite, istituito in Italia con la legge n. 18 del 3 marzo 2009 con il
compito di
a) far evolvere e
migliorare l'informazione sulla disabilità nel nostro paese
b) fornire un contributo al
miglioramento del livello di efficacia e di adeguatezza delle politiche, per
cui
c) promuovere l'attuazione
della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle
persone con disabilità, siglata a New York il 13 dicembre 2006;
d) predisporre un programma
di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione
delle persone con disabilità, in attuazione della legislazione nazionale e
internazionale;
e) promuovere la raccolta
di dati statistici e la realizzazione di studi e ricerche sul tema;
f) predisporre la relazione
sullo stato di attuazione delle politiche sulla disabilità.
L'Osservatorio è
presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, o dal
Sottosegretario delegato. Si avvale del supporto di una segreteria tecnica
costituita nell'ambito delle ordinarie risorse umane e
strumentali della Direzione Generale per l’inclusione e le politiche sociali
del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Al suo interno sono
istituiti
1. Il Comitato tecnico
scientifico con finalità di analisi e di indirizzo scientifico
2. otto Gruppi di
lavoro con il compito di approfondire particolari tematiche inerenti la
funzione prioritaria dell’Osservatorio.
L’allora Presidente del Consiglio
dei Ministri nel 2013 ha prorogato per il triennio 2013-2016 la durata
dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità
tenuto conto, ai fini della valutazione congiunta della perdurante utilità
dell'organismo, della Relazione
sull'attività svolta dall'Osservatorio nel triennio 2010-2013 che
commenteremo di seguito.
Con D M del
4 luglio 2014 l’l’Osservatorio risulta composto da:
- Lorella Mastroianni, Dipartimento della funzione pubblica della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- Luisa Tiberio, Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio
dei Ministri;
- Ermenegilda Siniscalchi, Dipartimento per le politiche della famiglia
della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- Raffaele Tangorra, Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
- Pietro Malara, Ministero della salute;
- Raffaele Ciambrone, Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca;
- Mina Lomuscio, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
- Barbara Trambusti, Conferenza delle regioni e delle province autonome;
- Renata Sangiorgi, Conferenza delle regioni e delle province autonome;
- Gianfranco Bordone, UPI;
- Isabella Menichini, ANCI;
- Anna Radi, INPS;
- Saverio Gazzelloni, ISTAT;
- Antonina Daita, CGIL;
- Silvia Stefanovichj, CISL;
- Sergio Ricci, UIL;
- Giovanni Scacciavillani, UGL;
- Fabio Pontrandolfi, Confindustria;
- Franco Bettoni, ANMIL e FAND;
- Antonio Mondello, UNMS e FAND;
- Mario Barbuto, UIC e FAND;
- Nazaro Pagano, ANMIC e FAND;
- Giuseppe Petrucci, ENS e FAND;
- Mario Alberto Battaglia, AISM e FISH;
- Antonio Cotura, FIADDA e FISH;
- Vincenzo Falabella, FAIP e FISH;
- Donata Pagetti Vivanti, FISH;
- Roberto Speziale, ANFFAS e FISH;
- Biancamaria Girardi, AIAS;
- Sergio Silvestre, COORDOWN;
- Luigi Giacco, Lega del Filo d'Oro;
- Fulvio De Nigris, Gli Amici di Luca;
- Paola Menetti, Legacoopsociali e Forum del Terzo Settore;
- Ugo Campagnaro, Federsolidarietà Regione Veneto e Forum del Terzo Settore;
- Roberta Caldin, esperta;
- Paolo Cendon, esperto;
- Carlo Francescutti, esperto.
Inoltre
sono
individuati in qualità di invitati permanenti all'Osservatorio senza diritto di
voto:
- Tonino Aceti, Cittadinanzattiva;
- Angelo Gianfranco Bedin, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus;
- Franco Deriu, ISFOL;
- Gabriele Gamberi, Fondazione ASPHI e Rete dei GLIC;
- Maria Pia Giovannini, Agenzia per l'Italia Digitale;
- Giovanna Gorini, Italialavoro;
- Simona Micheli, R.ETE. Imprese Italia;
- Giovanni Paura, INAIL.
Trovo rappresentate alcune
associazioni ma non trovo la scuola né tantomeno la sua dirigenza.
Il
Comitato Tecnico scientifico,
con finalità di analisi ed indirizzo scientifico, coordinato da
Carlo Francescutti risulta composto da:
1)
Carlo Francescutti, Esperto.
2)
Raffaele Tangorra, Ministero
del lavoro e delle politiche sociali;
3)
Pietro Malara, Ministero
della salute;
4)
Barbara Trambusti, Conferenza
delle regioni e delle province autonome;
5)
Isabella Menichini, ANCI;
6)
Franco Bettoni, FAND;
7)
Vincenzo Falabella, FISH;
8) Roberta Caldin, Esperta;
9)
Paolo Cendon, Esperto;
Poiché la
Convenzione ha indicato ambiti prioritari di intervento, sono stati chiamati a lavorare per tali temi, gli 8 Gruppi di lavoro individuati come indicato nelle
Note Metodologiche
regolamentate all’interno dell’Osservatorio, che dunque si interessano in
particolare di:
- Riconoscimento
della condizione di disabilità e valutazione multidimensionale finalizzata
a sostenere il sistema di accesso e la progettazione personalizzata
- Autonomia,
vita indipendente e empowerment della persona con disabilità: le politiche
pubbliche, sociali, sanitarie e socio sanitarie di contrasto alla
disabilità
- Diritto
alla vita e alla salute
- Processi
formativi e inclusione scolastica
- L’inclusione
lavorativa e la protezione sociale
- L’accessibilità
(informazione mobilità, servizi) nella prospettiva dell’Universal design
- Cooperazione
internazionale e proiezione internazionale delle politiche sulla
disabilità
- Reporting
e statistiche
Il presidente Bettoni, in qualità di Presidente FAND,
ha ricevuto l’incarico di coordinare il gruppo n. 5 “inserimento
lavorativo e protezione sociale” insieme a Sergio Ricci della UIL.
Attualmente il gruppo n. 5 sta lavorando sulla delega,
inserita nella Legge 183/2014, in materia di “razionalizzazione e revisione
delle procedure e degli adempimenti in materia di inserimento mirato delle
persone con disabilità di cui alla L. 68/99”, e quanto prima elaborerà un
documento di sintesi da far pervenire agli organi di governo.
I gruppi di
lavoro hanno collaborato alla stesura del Primo Rapporto dettagliato sulle
misure adottate di cui all'art. 35 della Convenzione ONU (Treaty-Specific
Document) in raccordo con il Comitato Interministeriale
dei Diritti Umani (CIDU).
L’OND ha generalizzato la Relazione sull’attività
dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle Persone con Disabilità (OND
– 2014/2016) registrando che nel precedente triennio
2010/2013 è riuscito a conseguire un importante obiettivo: l’adozione di un
programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione
delle persone con disabilità, che è stato poi approvato dal Consiglio dei
Ministri il 27/9/2013, ed adottato con DPR del 4/10/2013.
Il
Programma, presentato e discusso in occasione della IV Conferenza Nazionale sulle politiche
per la disabilità tenutasi a Bologna il 12 e il 13 luglio del 2013, ha seguito
il principio del coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative delle
persone con disabilità nel processo di elaborazione e di attuazione della
legislazione e delle politiche da attuare, per individuare le priorità di
azione, articolate nelle seguenti sette linee di intervento:
- revisione del sistema di accesso, riconoscimento
della certificazione della condizione di disabilità e modello di
intervento socio-sanitario;
- lavoro e occupazione;
- politiche, servizi e modelli organizzativi per la
vita indipendente e l’inclusione nella società;
- promozione e attuazione dei principi di
accessibilità e mobilità;
- processi formativi ed inclusione scolastica;
- salute, diritto alla vita, abilitazione e
riabilitazione;
- cooperazione internazionale (redatto con lo
specifico contributo del Ministero degli affari esteri).
La valutazione attuale ha posto all’OND alcuni temi
più urgenti:
1)
accertamento della condizione di disabilità sia in
chiave di supporto ad un progetto di riforma che con attenzione a tutte le
azioni pratiche per la semplificazione e la sburocratizzazione degli attuali
processi di certificazione (invalidità civile, accertamento dell’handicap e
valutazione ai sensi della L. 68/99);
2)
superamento dell’istituto dell’interdizione e
rafforzamento dell’istituto dell’amministratore di sostegno;
3)
ripensamento, sostegno e rilancio delle politiche per
la “vita indipendente”;
4)
attuazione di nuovi indirizzi per la promozione
dell’accessibilità.
Io credo che l’evidenziare tali temi sottolinei le
criticità presenti, quelle anche con le quali si confronta attualmente la
scuola nel suo impegno istituzionale ma soprattutto quelle che ancora rendono
inattuata l’integrazione se occorre ripensare e rilanciare la politica per la
“vita indipendente” che è poi quella che garantisce i diritti di cittadinanza
senza discriminazioni.
Si può però rileggere l’insieme delle proposte
elaborate nel Piano presumendone eventuali modifiche ed una più serrata
comunicazione con le
organizzazioni di un supporto e di consulenza in misura tale da seguire i
pro-cessi di riforma assunti?
A me pare che possa essere confermato che l’assenza
della scuola all’interno degli organismi nazionali che trattano l’argomento
sia una dimensione da superare perché priva
detti organismi di un quadro di concretezze che è ampio perché dettato
da condizioni molteplici e diversificate, non sempre positive, che andrebbero affrontate tenendo presenti
gli effetti delle leggi con l’esperienza diretta di chi per almeno 8 anni vive
i territori dell’integrazione.
Maria Frisella

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