La domanda da cui far partire la nostra riflessione allora sarà: perché dobbiamo prenderci cura della nostra terra?
"E’ la prima volta nella storia dell’uomo che il nostro futuro comune come specie non è più sicuro. Le ricorrenti crisi ecologiche, economiche e politiche hanno messo l’umanità in allarme rosso. Catastrofi climatiche, fame, povertà, disoccupazione, criminalità, conflitti e guerre, sembrano spingerci al collasso. "
La citazione estrapolata dall'incipit del Manifesto di TERRA VIVA risponde in modo inquietante e allo stesso tempo realistico sull'argomento chiave: è a rischio il nostro futuro.
L'aveva ben intuito più di quindici anni fa la dr.ssa Vandana Shiva, figura eminente e fondamentale nel movimento anti-globalista, che per prima portò all'attenzione mondiale le problematiche di una terra dilaniata come l'India, simbolo e specchio di quello che nel mondo accade tutti i giorni.
Ed è proprio da lei che parte anche quest'anno la campagna #SEEDFREEDOM inserita in una serie di iniziative collegate con il nuovo patto economico - sociale presentato il 2 Maggio 2015 a EXPO in collaborazione con Navdanya International, Don Ciotti per Libera e il nostro Ministero dell'Agricoltura.
Attraverso la disobbedienza civile e una serie di eventi tutti connessi tra di loro, l'Alleanza mondiale per la libertà dei semi vuole portare avanti una " risposta a livello globale da parte dei cittadini sulla questione della libertà dei semi che ci auguriamo possa agire come campanello d'allarme per tutti i cittadini e i governi".
Come mai il tema dei semi è così importante?
Nella vita di tutti i giorni non ci rendiamo realmente conto di quanto la globalizzazione abbia inciso fortemente su di noi, sulle nostre coscienze, sul nostro modo di mangiare, sulle nostre tasche.
Se si ponesse molta più attenzione alla cura del nostro patrimonio biologico in tutte le sue sfaccettature, potremmo migliorare le aspettative di vita di milioni di persone, non solo le nostre. E per fare ciò l'unica vera soluzione è quella di guardarci intorno e riflettere sui veri effetti che le modificazioni genetiche hanno provocato su di noi.
L'aumento delle malattie, l'aumento del consumo di farmaci, l'iper sfruttamento del sottosuolo, delle risorse idriche, la loro privatizzazione, le strutture democratiche che via via si stanno sempre più affievolendo, sono solo alcune delle conseguenze che la perdita della propria identità sta provocando, adattandoci sempre più a quelle che Vandana Shiva chiama "monoculture della mente".
Se volete avere maggiori informazioni su come aderire ai workshop e le manifestazioni basta visitare il sito della campagna SEEDFREEDOM.
S. F.

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