Già prima del referendum di ieri, praticamente chiunque fosse dotato di
connessione internet o capacità articolatorie aveva espresso la propria
opinione sulla situazione greca. Il che aveva portato, nella migliore
delle ipotesi, a ingenue semplificazioni—e allo scontro tra la retorica
per cui i greci farebbero la bella vita a nostre spese e la
glorificazione di Tsipras liberatore dalla tirannia dell'Europa—e nella peggiore all'analisi della situazione da parte di Rita Dalla Chiesa.
Insomma, si era capito che il "Greferendum" era un tema particolarmente
sentito anche nel nostro paese. E infatti, terminato lo scrutinio dei
voti, le diverse parti politiche—comprese forze la cui storia è lontana
anni luce da quella di Syriza e che in Europa portano voti
che vi si oppongono—hanno fatto a gara per appropriarsi del risultato e
interpretarlo nel modo a loro più utile e congeniale, come del resto era
già
successo subito dopo la vittoria elettorale di Alexis Tsipras dello scorso gennaio.
Il variegato mondo della sinistra italiana ha festeggiato la vittoria
del "No" come se fosse la propria. A partire da Nichi Vendola e SEL per
arrivare a Stefano Fassina (recentemente fuoriuscito dal PD), anche in
questa occasione c'è stato il
pellegrinaggio ad Atene per celebrare il referendum in piazza Syntagma.
Ma non c'è solo la sinistra italiana. Matteo Salvini, ad esempio, si è
allineato istantaneamente alla posizione di Marine Le Pen, che su
Twitter
ha definito il referendum una "bella e grande lezione di democrazia," mentre Giorgia Meloni ha parlato di "voto eroico", "schiaffo all'egoismo di Angela Merkel e alla fallimentare gestione della UE" e "ribellione alla schiavitù."
In tutto ciò, in Grecia è volata anche una delegazione del MoVimento 5 Stelle sospinta dall'hashtag
#TuttiAdAtene.
Sin da subito, però, la mossa di Beppe Grillo non è stata accolta
particolarmente bene dai diretti interessati. parte le bestialità che ha detto in tv (per esempio che la grecia non appartiene alla
cultura occidenatale), Il portavoce italiano di
Syriza, Argyrios Argiris Panagopoulos, in un post su Facebook ha scritto:
"I tuoi europarlamentari si mischiano a dir poco con razzisti e
xenofobi e tu stesso hai dimostrato ripetutamente il tuo disprezzo verso
gli immigrati."
A riprova della presenza non gradita, Beppe Grillo—mentre era in piazza
Syntagma per unirsi ai festeggiamenti del popolo greco—è stato anche
contestato e Cacciato
da attivisti dei movimenti italiani al grido di "siedi dalla parte
sbagliata del Parlamento europeo," in riferimento all'alleanza europea
con Nigel Farage e l'UKIP.
Ciò non ha comunque impedito la declinazione in chiave grillina del
referendum greco, perfettamente esemplificata in uno status del
parlamentare Carlo Sibilia—quello che di solito va a "
protestare" contro il club Bilderberg—in cui viene proposta come vera
un'immagine falsa dell'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis.
Al momento, dunque, l'unica cosa certa sembra essere il risultato del
referendum, mentre su tutto il resto regna ancora la confusione più
totale. Non si sa quale sarà il destino della Grecia e dell'Europa, né
tanto meno se la mossa di Tsipras si dimostrerà o meno vincente.

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