Qualche giorno fa ho avuto una discussione molto vivace con
un amico musulmano sull’opportunità/correttezza di discutere della posizione di
eminenti personalità palestinesi che, durante la seconda guerra mondiale,
ebbero rapporti stretti con Hitler e Mussolini e, addirittura, costituirono una
“legione araba” che affiancò la Wehrmacht (l’esercito del Führer). Nello studio
della storia non ci deve essere un criterio di “opportunità” che è
a-scientifico e appartiene, semmai, alla (cattiva) politica, mentre è
fondamentale reperire un numero sufficiente di fonti dirette e credibili per definire
fatti che non siamo più in grado di controllare noi stessi.Che il Gran Muftì di Gerusalemme abbia avuto Hitler e Mussolini tra i suoi amici è verità storica che non si può negare, ma questo non significa – mi sembra perfino superfluo sottolinearlo – affermare che tutti i palestinesi (o tutti i musulmani) fossero nazisti o, peggio, lo siano ancora adesso.
La bella storia di solidarietà umana che ci racconta FranceTV Info non
smentisce certo la propensione di molti leader dei paesi arabi per le potenze
dell’Asse, ma risponde in modo esemplare proprio ad un principio del Talmud,
secondo il quale salvare anche solo una vita umana significa salvare il mondo.
Questa storia deve essere conosciuta e studiata meglio. Può dimostrare
che chi veramente crede in Dio non può ignorare il dovere di solidarietà verso
altri esseri umani la cui esistenza è in pericolo. Può dimostrare che la religione, se
correttamente vissuta, porta a compiere degli atti che, nella loro semplice
essenza di “banalità del bene”, sono davvero eroici. Infine, può dimostrare che
c’è sempre tempo per scoprire che la storia, oltre a essere un alternarsi di
vincitori e vinti, può essere anche una miniera che nasconde piccoli grandi
esempi validi per affrontare il futuro.
Mohamed Mesli, il figlio di Abdelkader, dice giustamente che
queste piccole storie che sembrano personali, devono essere studiate e diffuse, soprattutto
oggi in cui è fin troppo facile, ma terribilmente pericoloso e sbagliato, attribuire a religioni
diverse il sorgere o l’acuirsi di confitti che hanno, invece, ragioni o pretesti
esclusivamente mondani.
(giacomina cassina)
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