La
povera Federica Mogherini non ha mai goduto di una “buona stampa”, soprattutto
da quando è Alto Rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica
di sicurezza. I media la pizzicano, a torto e a ragione. E’ vero che può dare l’impressione
di essere un po’ “incartata” quando parla perché, anche se il suo eloquio tende
alla raffica, i contenuti che esprime tendono fortemente alla ripetizione monoconcettuale
… Ma i nostri mezzi di comunicazione non sono così raffinati nei loro giudizi. E’ vero che, appena assunto l’incarico, la povera Mogherini ha dovuto accollarsi la “ex” alto rappresentante, ossia quella scipita della baronessa Catherine Ashton, come “incaricata speciale” per seguire il “problemino” del nucleare iraniano e che, per festeggiare i 100 giorni dall’elezione della Commissione, il presidente Claude Juncker si è regalato un “consigliere speciale” (senza costi aggiuntivi) per la politica di sicurezza, ossia un altro “ex”:
Michel Barnier (francese, RPR, ossia dell’area dei popolari europei), già ministro degli
esteri con Sarkozy, poi commissario UE alle Politiche regionali, poi brevemente all’Industria (un interim di 16 giorni
… forse solo per firmare qualche rapporto fatto da altri) e, infine, anche
al Mercato interno e ai Servizi. Così è facile ironia dire che la nostra “Lady
PESC” è Lady VATTELAPESC ( Dagospia ) oppure che è una “Commissaria commissariata”
(il sussidiario): entrambe le nomine, infatti, rosicchiano, di fatto, una
parte delle competenze dell’alto rappresentante. Ma le ragioni dell’anti-mogherinismo
stanno anche altrove.
… Ma i nostri mezzi di comunicazione non sono così raffinati nei loro giudizi. E’ vero che, appena assunto l’incarico, la povera Mogherini ha dovuto accollarsi la “ex” alto rappresentante, ossia quella scipita della baronessa Catherine Ashton, come “incaricata speciale” per seguire il “problemino” del nucleare iraniano e che, per festeggiare i 100 giorni dall’elezione della Commissione, il presidente Claude Juncker si è regalato un “consigliere speciale” (senza costi aggiuntivi) per la politica di sicurezza, ossia un altro “ex”:
![]() |
| Michel Barnier |
Forse è colpa di Matteo Renzi che si è battuto per mandarla
a Bruxelles e, quindi, Federica è considerata una costola del Premier, da
incrinare (se non da rompere)?
Oppure la colpa è del perdurante (e largamente
riprovevole) provincialismo dei nostri mezzi di comunicazione che non conoscono
i contorti meccanismi istituzionali e politici dell’Unione e non hanno mai
letto i Trattati dell'UE?
Diciamo che una risposta positiva alla prima domanda è
quella più facile e più comprensibile anche se è la più squallida. Mentre optare
per la seconda ipotesi implica un po’ di pazienza e di attenzione e qualche
passaggio didattico.
Partiamo
dal ruolo che ha “l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione”
come lo indicano i Trattati e noi lo scriviamo, come i Trattati, con tutte le
minuscole in fila fino alla parola “Unione” … che è maiuscola. E ci mancherebbe altro! In fondo l’Unione,
se non è una realtà in molti, troppi ambiti, resta almeno l’obiettivo più serio
dell’integrazione europea. E lì resta, però.
Dunque,
l’alto rappresentante (da qui in avanti lo chiameremo AR, con recupero delle
maiuscole per via dell’acronimo), secondo i Trattati “… guida la politica
estera e di sicurezza comune dell'Unione. Contribuisce con le sue proposte all'elaborazione di detta politica
e la attua in qualità di mandatario del Consiglio. Agisce allo stesso
modo per quanto riguarda la politica
di sicurezza e di difesa comune.”
(articolo 18, 2)
Sembrerebbe
un incarico di peso … tanto più che l’AR “è nominato a maggioranza qualificata dal
Consiglio europeo con l’accordo del presidente della Commissione… e ... il
Consiglio europeo può metter fine al suo mandato con la stessa procedura”
(articolo 18, 1). L’AR è dunque una carica che emana dal Consiglio europeo, ossia
da quell'organo che è il più potente dell’Unione, anche se non ha potere di legiferare,
ma che è composto dai capi di stato o di governo degli Stati membri e ha il
compito di “dare all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e
ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche
generali.” In parole povere e certamente volgari, è il
più potente “mercato delle vacche” a livello europeo, da non confondere con il
Consiglio – e basta – che è uno dei due pilastri con potere legislativo,
insieme al Parlamento europeo: il Consiglio - e basta - lavora per materie ed è presieduto
con rotazione semestrale dagli stati membri. Il nostro semestre ce lo siamo
appena giocato ma, ad essere onesti, c’era ben poco da giocare, se non far
procedere una serie di iter legislativi su diversi dossier già avviati da altri.
Ci
siamo persi un po’? E’ normale e inevitabile. Ma non dovrebbe essere normale
per dei giornalisti che sono pagati anche per conoscere le basi istituzionali (i
Trattati) che regolano la vita dell’Unione europea.
Questa
parentesi didattico-istituzionale serviva per spiegare che l’incarico di AR è
incastrato tra diverse istituzioni e i suoi compiti sono tanto roboanti quanto
limitati soprattutto per una ragione di fondo: la politica estera e di sicurezza comune, in quanto tale, non esiste.
Ne esistono dei piccoli pezzi, qua e là, ma l’UE non ha alcuna visione
geopolitica, non ha una strategia internazionale. Al massimo, il Consiglio europeo
(cui l’AR ha diritto di partecipare secondo l’articolo 15, 2, ultimo capoverso)
compie qualche mediazione, in qualche momento, su qualche tema, tra le politiche
estere degli Stati membri.
![]() |
| Doanld Tusk Presidente Consiglio UE |
Chi
dice – come ho detto per molti anni e come sono tentata di dire ancora – che l’esorbitante
peso della politica monetaria UE deve essere radicalmente bilanciato da un
deciso sviluppo di politiche sociali, di politiche industriali, di politiche
energetiche e, forse per prima cosa, da una politica estera e di sicurezza davvero
comune che oggi appare più necessaria che mai, ecco, chi dice questo sembra Giona
nella pancia della balena. E deve essere ben cosciente che rischiano di passar
ancora molti anni (se non decenni).
![]() |
| Mogherini e la Ashton |
La
Mogherini, però, le cui competenze sono state appesantite (o alleggerite) da
inviati speciali e consiglieri speciali, e non si sa da quanti altri “ex” possano
ancora essere catapultati dagli Stati
membri a Bruxelles, potrebbe avviare una riflessione, almeno sugli ostacoli da
rimuovere per far sì che anche l’UE arrivi a pensare al mondo smettendo di
guardare al proprio ombelico dove gli Stati membri – ormai sulla via di
diventare pulci schiacciabili da chiunque - si azzuffano strappandosi dossier e prospettive
di qualche affaruccio residuale in giro per il mondo.
(giacomina cassina)




Nessun commento:
Posta un commento