Il turismo d’arte anche se non determina la maggior quota
del movimento turistico ne rappresenta l’immagine e contribuisce a valorizzare
anche gli altri turismi presenti nel nostro Paese; appare evidente la rilevanza
che il turismo d’arte ha per il movimento complessivo degli stranieri.
Fra turismo e beni culturali vi è sempre stato un rapporto
di una certa diffidenza da un lato perché il vacanziere è generalmente poco
predisposto a soffermarsi e ad approfondire la propria visita ad un monumento o
a un museo, dall’altro perché si è sempre guardato al cliente-turista con un
certo sospetto; talvolta come se fosse un “barbaro” che in un certo senso
profana un luogo sacro destinato in un primo luogo agli “studiosi” o a chi è in
grado di “capire”.
Valgono in proposito , per le visual arts, alcune regole fondamentali:
Il turista non
può vedere tutto ciò che sarebbe utile e /o possibile vedere;
Il turista usa
un approccio approssimativo e, a meno che non sia specializzato, non può
scendere in profondità per la visita dei beni e delle opere d’arte (a meno che
non sia specializzato);
Generalmente
il turista preferisce vedere più cose invece di approfondirne una;
Generalmente il turista ha un comportamento alla costante
ricerca dell’evento.
Da queste considerazioni ne deriva che per pochissimi musei
si pongono problemi di gestione dei flussi dei visitatori con situazioni di
affollamento e di saturazione, che spesso implicano anche quelli della
conservazione delle opere.
Parallelamente molti altri musei considerati minori vedono
la presenza di pochissimi visitatori e presentano gestioni fortemente negative.
In Italia questa situazione si è determinata in modo
oggettivo nel corso degli anni perché rispetto alle opere d’arte ed ai musei, è
prevalsa una concezione meramente conservativa che isolava la visita da tutto
il contesto del soggiorno, senza alcuna possibilità di vivere il museo.
Fino a non molto tempo fa il sistema dei beni culturali non
ha pensato di impostare azioni in termini di produttività, secondo logiche di
mercato.
Soltanto negli ultimi anni il sistema dei beni culturali è
stato interpretato come un fenomeno con valenza anche produttiva, cercando
di rendere efficiente la loro gestione e
di valorizzarli rispetto al mercato, pur conservando tutte le altre condizioni
necessarie dal punto di vista ambientale e sul piano della loro tutela.
gippi

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