Si dice ormai quotidianamente che il nostro è un Paese in
crisi economica,sì certo, ma anche e soprattutto morale; manca di valori , di
punti di riferimento, di leadership imprenditoriali (come acutamente ci ha
fatto notare Cacciari) e così via…
Insomma questo discorso, a nostro avviso, è diventato un
luogo comune, una banalità quasi quanto parlare di calcio ad un bar!
Però… ho pensato ai grandi linguisti come De Mauro e gli accademici
della Crusca per es., i quali ci insegnano che per tastare il polso di un
popolo dobbiamo guardare in che stato si trova la propria lingua.
Parlo da non addetto ai lavori, sono un semplice lettore
come tanti altri e scribacchio a volte (come tanti di più), anzi mi reputo un
buon lettore e basta…
Ritornando al nostro tema, mi trovo spesso su diverse
tematiche siti internet italiani che scrivono esclusivamente in inglese, o che
utilizzano l’inglese all’80%.
Quasi ci vergogniamo di usare l’italiano!
Poi vado nei siti per es. in lingua spagnola e noto che i
termini che noi utilizziamo solo in
inglese, vengono tradotti nella lingua del paese iberico…
Vorrei capire un po’… è più figo scrivere in lingua inglese?
Stakeholders lo possiamo scrivere portatori di interessi? E così tanti altri?
La nostra lingua è la nostra identità: la stiamo perdendo,
anzi la stiamo uccidendo con un proliferare di termini inglesi i quali
accentuano la confusione, eliminano la chiarezza che è ciò di cui abbiam
bisogno in questi giorni..
gippi
Bravissimo! Col tuo permesso, darò un seguito di esempi concreti dell'inutile uso che si fa di termini inglesi. Così, magari, qualcuno si ... ravvede.
RispondiEliminagrazie a te Giacomina, ho letto il tuo articolo molto interessante e profondo, io ho solo accennato alcune tematiche, ciaoooo
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