Che l’Italia stia attraversando da anni una crisi economica
è chiaro a tutti, gli indicatori (PIL, deficit pubblico ecc..) lo confermano così
come i vari rapporti (Istat, Censis, Svimez ecc.).
Ma è altresì vero che non si tratta solo di una crisi
economica ma di una più profonda mancanza di progettualità, di futuro per così
dire, vale a dire ancora oggi gli enti preposti a governarci non elaborano
politiche sul lavoro, sull’impresa, seguendo le traiettorie di sviluppo
internazionali; siamo chiusi nel nostro orticello a farneticare su cose assurde
e di poca importanza, come la guerra sull’art. 18 dello statuto (che riguarda
numericamente pochi, che interessa solo ideologicamente una parte
politica-sindacale e l’altra, che non incide nello sviluppo dell’impresa
italiana ecc..).
Intanto il mondo va avanti, il mondo sviluppato affronta la
crisi e noi alziamo bandiera bianca… abbiamo un tesoro di beni archeologici, un
paese ricco di cultura, di territori famosi nel mondo, ma… non interessa!
Rubriche aperte sui peli del Papa, cantava Battiato… ecco
siamo così, e se non cambiamo, se non progettiamo il futuro, se non diamo
spazio ad un nuovo modo di intendere il lavoro, i rapporti di lavoro, ecc..
rischiamo di morire, nella migliore ipotesi di lasciare macerie ai nostri figli…
gippi
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