Il settore turistico è un pilastro dell'economia italiana
per il suo contributo al PIL, per il volume di posti di lavoro che genera e gli
effetti indiretti favorevoli su altri comparti dell'economia italiana. Spesso però esso non è sufficientemente
considerato come settore economico, forse a causa della sua trasversalità. Le aziende turistiche italiane devono
misurarsi in un ambiente estremamente competitivo. Esse sfruttano la leva
dell’attrattività che il nostro Paese ancora genera, ma attualmente la competitività
del prodotto e delle offerte turistiche è determinata anche da altri fattori,
esogeni, che hanno una notevole incidenza (infrastrutture, governance, livello
promozionale delle destinazioni, ecc..).L’Italia è turisticamente una multi – destinazione: ogni regione possiede caratteristiche uniche in termini di offerta, prodotti e sistemi oltre che di caratteristiche del comparto e delle proprie aziende.
Il mercato turistico è radicalmente cambiato: le abitudini,
la mentalità ed i modi di consumo dei turisti si sono evoluti più velocemente
di quanto abbiano fatto l'offerta e le destinazioni. È cambiata prima di tutto
l’importanza stessa della domanda, oggi forza trainante del settore turistico,
imponendo all’offerta di adeguarsi. Le destinazioni turistiche quindi per
rimanere competitive devono evolvere in ottica di mercato. Il mercato turistico
è sempre più diversificato, con un numero crescente di nicchie che cercano nel
turismo esperienze specializzate.
Ai target tradizionali si sono aggiunti nuovi segmenti di
mercato; sempre più destinazioni stanno adeguando la loro offerta a questi
nuovi target, adattandola alle loro specifiche esigenze. I social media, i siti
di recensioni e anche le applicazioni mobile assumono quindi ruoli sempre più
centrali nell’organizzazione di una vacanza.
Così come emergono nuovi mercati cresce anche la richiesta
di nuove forme di turismo, sempre più lontane dal turismo di massa
standardizzato che ha dominato il mercato in passato: il turista vuole essere
l’attore centrale della propria vacanza personalizzata.
In Europa, è in sensibile incremento il fenomeno degli
short-break, che risponde al desiderio del nuovo turista di rompere la propria
routine quotidiana effettuando, più volte durante l’anno, brevi soggiorni, dato
che conferma una concezione della vacanza come bene irrinunciabile.
Cresce anche la richiesta per forme di turismo che
consentono un’evasione dalla vita di tutti i giorni, come soggiorni in
destinazioni autentiche, conservate, fuori dal clamore del mondo,
eco-sostenibili, in grado di rigenerare corpo e mente. Non a caso, aumentano i
soggiorni “slow” che permettono al turista di assaporare la propria vacanza
lentamente, scoprendo con calma i piaceri che offre il territorio.
Il turismo delle città d’arte è sempre più strategico per il
nostro Paese per i suoi buoni trend di crescita e per l’altrettanto buona
stagionalità della quale gode e che richiama flussi durante tutto l’arco
dell’anno.
La presenza in Italia di un esteso patrimonio di beni culturali
unici per lo più ancora sconosciuti ai più è infatti una chiara dimostrazione
di come il valore intrinseco di un bene artistico o architettonico, di una
testimonianza storica o di una risorsa paesaggistica non si traduca
necessariamente e automaticamente in una capacità “magnetica” di attrarre
attenzioni, preferenze e scelte.
In particolare, favorire la tutela e la valorizzazione del
patrimonio culturale sia come risorsa fondamentale per il potenziamento del
sistema locale di offerta turistica che come precondizione imprescindibile per
il recupero dell’identità delle popolazioni locali - soprattutto di quelle
residenti in aree rurali e marginali - può costituire un aspetto per aumentare
la competitività del territorio regionale in un quadro di coesione
territoriale.
Quindi integrare il turismo e la cultura. Al centro della
narrazione del paese per rimarcare la nostra identità collettiva c’è il nostro
patrimonio artistico-culturale , artistico-naturale attorno cui aggregare tutta
la filiera delle eccellenze territoriali che passano per l’enogastronomia, per
il fashion, per l’artigianato, per il religioso
ecc. ; connubio che funziona nella misura in cui siamo in grado di
garantire modalità di fruizione efficace ed innovativa.
L’esperienza oggi del viaggio non è più contemplativa ma
sensoriale, il turista vuole sentirsi temporaneamente cittadino del luogo in
cui visita. Per questo bisogna valorizzare i turismi alternativi come il
turismo del camminare. Valorizzare le specificità dei vari territori: storiche,
culturali, archeologiche, enogastronomiche, puntando sulla varietà dei turismi.
Il tema del viaggio e di tutto ciò che esso rappresenta
nella nostra vita. Seppure per brevi periodi e per destinazioni non tanto
lontane, ci piace sottolineare il fascino di un’umanità in cammino, alla
scoperta di ciò che dà senso al rapporto con se stessi, con gli altri e con
l’ambiente che ci circonda.
gippi
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