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| Alba dalle dune di Mezoua (Marocco) |
Qualche
giorno fa, FREE ITALIA ha pubblicato un bellissimo post “Il tempo è reale?”. Oggi Gerd Dani ha pubblicato un altro saggio su questo argomento "Due futuri per spiegare il misterioso passato del tempo".
Li ho letti e riletti con una certa fatica (non sono mai stata molto portata per le scienze …), ma mi hanno fatto riflettere sulla nostra specifica soggettività di esseri umani, per definizione limitati e mortali, nei confronti del tempo. Da un punto di vista filosofico, Sant’Agostino (che era tanto santo quanto uomo e filosofo) ne ha dato la non-definizione più efficace: “Se nessuno mi chiede cos'è il tempo, lo so; se debbo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più”. Di certo, ognuno di noi ha un rapporto abbastanza preciso (e soggettivo) con ciò che chiamiamo “tempo”. Di più, un popolo, un paese, una civiltà hanno un rapporto col “tempo” che molto spesso presenta caratteri comuni. Ed è proprio la diversità di rapporto col “tempo” un elemento cruciale che rende differenti le culture.
Li ho letti e riletti con una certa fatica (non sono mai stata molto portata per le scienze …), ma mi hanno fatto riflettere sulla nostra specifica soggettività di esseri umani, per definizione limitati e mortali, nei confronti del tempo. Da un punto di vista filosofico, Sant’Agostino (che era tanto santo quanto uomo e filosofo) ne ha dato la non-definizione più efficace: “Se nessuno mi chiede cos'è il tempo, lo so; se debbo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più”. Di certo, ognuno di noi ha un rapporto abbastanza preciso (e soggettivo) con ciò che chiamiamo “tempo”. Di più, un popolo, un paese, una civiltà hanno un rapporto col “tempo” che molto spesso presenta caratteri comuni. Ed è proprio la diversità di rapporto col “tempo” un elemento cruciale che rende differenti le culture.
Per fare un esempio concreto, il
rapporto che gli svizzeri hanno col tempo è decisamente diverso da quello che
abbiamo noi … Provate ad arrivare tardi ad un appuntamento a Berna: vi
riceveranno lo stesso, perché sono educati e cortesi, ma vi faranno sentire
come un cane pulcioso che semina insetti infetti al suo passaggio … Oppure (attenzione, la legge del contrappasso
è inesorabile!) provate a dare un appuntamento per domani alle 9°° ad un amico del posto,
mentre siete in un paese del Maghreb : il giorno dopo, alle 10°°, l'amico non si vede ancora ... penserete che abbia avuto
un contrattempo e non darete troppa importanza al ritardo; alle 11°°comincerete a non poterne
più di aspettare, telefonerete all’amico e quello non vi risponderà. A voi
rimane solo un giorno, poi dovete tornare a casa e ci sono ancora tante persone
da incontrare e tanti posti da visitare. Sentirete che quel bene prezioso che è il
tempo vi sta scappando tra le dita … avrete voglia di bruciare l’enorme hall
dell’albergo che comincia a starvi stretta come una cabina telefonica. Poi,
verso le 4 del pomeriggio, l’amico si materializzerà davanti a voi, affettuoso, sorridente,
accogliente, senza l’ombra di senso di colpa e senza chiedere scusa … non siate
svizzeri, cercate di capire: il messaggio-chiave, per il vostro amico, a proposito del vostro
appuntamento, era “domani” non "domani alle nove”. Si comincia a capire un popolo quando si capisce il suo rapporto col tempo, se si coglie la specificità del rapporto che lui ha con il "suo" tempo e il "suo" spazio.
Attenzione, quindi, a non stilare una
lista di merito tra chi ha il “tempo” (proprio e degli altri) in grande
considerazione e chi lo tiene in scarsa considerazione. Sarebbe un errore
gravissimo, gravido di brutte e distorte conseguenze etico-politiche che ci porterebbero
dritti dentro quello scontro di civiltà che noi rifiutiamo perché crediamo
fortemente, invece, nel dialogo tra civiltà e nella pace tra tutti i popoli, sulla base del rispetto dei diritti fondamentali della persona umana.
Proviamo invece a chiederci quanto di umano
ci sia nella “nostra” concezione del tempo, dominata da quell’orribile parola d’ordine
secondo cui “il tempo è denaro”, slogan che
ha mercificato anche i nostri affetti. Se ci pensiamo bene, la differenza tra
noi e gli svizzeri, in quest’ottica non esiste. Esiste solo una esasperazione
etico-giuridica del concetto da parte dei nostri cugini d’oltralpe e una
propensione allo spreco, da parte nostra. Mentre la
vera diversità sta tra chi dà i ritmi della propria vita al tempo e chi dà i
ritmi del profitto ai propri tempi di vita. Noi ci siamo cascati, ci siamo
lasciati scivolare nella disperazione del secondo gruppo e abbiamo perfino difficoltà ad
accorgecene. Viviamo spesso come dannati perché abbiamo perso il senso del
sorgere del sole e del suo calare, perché crediamo che il passare degli anni ci
limiti drasticamente in quello che ci piace fare, perché ci facciamo travolgere
dalla rabbia se ci assegnano un’ora di straordinario in meno e facciamo subito con acredine il conto di quanti euro ci hanno “rubato”, perché andiamo in affanno se un
figlio o un nipote ci pone duemila domande apparentemente senza senso, perché
strombazziamo al semaforo se davanti a noi un guidatore meno esperto si è
incartato nella partenza e gli si è spento il motore …
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| Alex Langer (1946-1995) |
Un grande amico, una persona di quelle che
ti cambia la vita, se hai la fortuna di incontrarla, aveva rovesciato lo slogan
olimpico “più veloce, più in alto, più forte” (citius, altius, fortius) in “più lento, più profondo,
più soave” (lentius, profundius, suavius). Si chiamava Alex Langer, ha speso la
sua vita per migliorare quella di tutti, specie quella dei più deboli e dei più
perseguitati. E ci ha lasciato tante splendide riflessioni con le quali sarebbe proprio
bello riempire di umanità qualche ora di insegnamento scolastico, in ogni ordine di scuola.
(giacomina cassina)
(giacomina cassina)


In sostanza il tempo in sè non ha valore, siamo noi che glielo diamo.Non è così?
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