ROMA - Fulminei portano al voto una legge sulla diffamazione che metterà il bavaglio alla stampa e alle testate online; quindi...le cose importanti rinviamole, l'Italia in malora, che c'importa ma i giornalisti, anche quelli che lavorano nelle testate online danno alquanto fastidio credo sopratutto i secondi....infatti (nemmeno glielo avessi suggerito io), viene accolto un emendamento dei pentastellati (e bravi i 5 Stelle!!..cos'è non vi piace più la trasparenza? il diritto alla critica?) Fucksia, Airola, Buccarella, Cappelletti, Giarrusso per i quali "anche le testate giornalistiche online", in caso di diffamazione, dovranno pagare una multa fino a 10mila euro. Se l'offesa "consiste nell'attribuzione di un fatto determinato falso" la multa va da 10mila a 50mila euro va bene...a questo punto io chiedo come cittadina italiana che anche loro vengano multati per mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini italiani, di diffamano continuamente e ci negano la libertà di parola!!! W l'Italia...mai liberata!!
Non c'è più il carcere, "e questo è indubbiamente un passo avanti", come dice il Pd Felice Casson. ( d'accordo con le parole si può uccidere..) ma non viene accolta la sua proposta di depenalizzare tutto, di cancellare proprio la diffamazione come reato e prevedere al suo posto una sanzione civile. Invece il delitto resta e si aggrava la sanzione economica, Ovvero ogni scusa è buona per cercare di rimpinguare le casse dello Stato. Si affermano due principi con cui, a questo punto, dovrà rifare i conti Montecitorio: un meccanismo di rettifica estremamente rigido, praticamente capestro per i mezzi di informazione di qualsiasi tipo, carta stampata, tv, testate online, che non potranno esimersi dal pubblicare le smentite "senza commento, senza risposta, senza titolo ", ma solo sotto l'indicazione "Rettifica" a caratteri cubitali (eh??)
Entra pure il diritto all'oblio che, come dicono gli esperti delle leggi sull'informazione, come l'avvocato Katia Malavenda, "non c'entra giuridicamente nulla con la diffamazione". Invece eccolo lì, all'articolo 3: "L'interessato può chiedere l'eliminazione, dai siti internet e dai motori di ricerca, dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione di disposizioni di legge". In caso di "morte dell'interessato gli eredi possono esercitare lo stesso diritto" (tiè).
Morale, l'unico modo (innocuo) che avevano gli italiani per sfogarsi ed urlare alle malefatte lo vietano (eh però che coda di paglia che avete!!), preferiscono un modo diverso per levarci i sassolini dalle scarpe? Riccarda Balla (muta come un pesce).

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