Strano paese l'Italia, dove un fatto di cronaca riesce ad attirare piu attenzione (e critiche) dopo essere stato proiettato nelle sale cinematografiche, di quanto sia riuscito a fare sulle pagine di cronaca di stampa e tv. Bisogna ammetterlo, la Guzzanti è stata geniale! Trattare un argomento cosi contorto e scottante non era impresa da poco, il rischio di un pesante flop in termini di pubblico e critica non era poi così remoto, ma Sabina ha puntato subito in alto, presentando (fuori concorso) il film - documentario alla Mostra d'arte cinematografica di Venezia.
Geniale è stata l'intuizione di impostare la pellicola non seguendo la trama di un classico film, ma sotto forma di documentario, dove i fatti vengono riportati fedelmente, arricchiti da testimonianze REALI di alcuni dei tanti personaggi coinvolti nella trattativa tra stato e mafia. Geniale perchè è semplicemente inattaccabile. I fatti sono fatti, episodi di storia di questo paese che sono sostenuti da un'infinita quantità di prove oggettive, quindi esenti da dubbi o discussioni di qualsiasi genere, tant'è che le critiche si spostano sul contorno e non sui contenuti dell'opera della Guzzanti.
Il film si presta ad una lunghissima serie di domande e riflessioni, spalmate nell'arco di più di trent'anni di cronaca nera dell'Italia tutta, sfatando il mito, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che la mafia è solo una questione del sud. Ci sono tutti, politici, imprenditori, uomini di potere ad ogni livello, manovalanza di ogni genere, persino loschi figuri non meglio identificati che svolgono un ruolo, solo in apparenza, di supervisione e controllo al di sopra delle parti.
La trattativa tra stato e mafia è un fatto REALE, non si istruisce un processo, sopratutto in un caso come questo, senza fatti validi e concreti a sostegno. Gli interrogativi che ne scaturiscono sono davvero tanti, perchè nonostatnte la mole di testimonianze e prove a supporto non si riesce ancora oggi a dare risposte certe ai tanti episodi accaduti che ruotano intorno al rapporto tra le istituzioni e la mafia. Ci troviamo così ad apprendere di molte questioni non attraverso una LIBERA e onesta informazione, ma apprezzando l'ottimo lavoro svolto dalla regista e da tutto il cast, che ci mostra ancora una volta le innumerevoli contraddizioni di un paese che lotta con un passato così ingombrante da trsformarsi troppo spesso in presente.

Nessun commento:
Posta un commento