sabato 25 ottobre 2014

il Capitalismo è contro lo stato sociale

Nel tentativo di risolvere il problema del debito nazionale e in risposta alladepressione la classe bancaria ha inflitto al popolo le misure di austerità.


Austerità significa: stato sociale che tenta di far pagare il debito interno che ha accumulato ai cittadini, alle classi sociali più povere incentivando miseria e disoccupazione. Si inizia a tagliare la spesa sociale, tagli che colpiscono posti di lavoro del settore pubblico e dei servizi. Questo aumenta inevitabilmente i tassi di disoccupazione e nello stesso tempo spinge chi è nel bisogno in situazioni terribili in cui i bisogni materiali di base non sono più garantiti dalla società. É quello che è già successo in Grecia, con persone che non riescono a curarsi, non riescono a garantirsi un pasto decente, persone condannate all’impoverimento e all’indigenza. É quello che sta succedendo in Spagna come anche in Italia. Allo stesso tempo si promuovono riforme del mercato del lavoro che portano precarietà e diseguaglianze sociali che si sommano alle già presenti.

I ricchi, invece, sono stati risparmiati dagli effetti di questa austerità. Pochissimi nelle classi più agiate devono “stringere la cinghia”: tocca solo a coloro che sono sul fondo della scala sociale.

La logica dell’austerità deriva dalle logiche del libero mercato in senso neoliberista: in questo progetto di società la rete di sicurezza sociale è una sorta di “extra”, sembra diventato un lusso. Questo è un errore, dato che lo stato sociale è sempre stata parte integrante di un’economia di mercato. Il capitalismo neoliberista sembra non potersi permettere né democrazia, né diritti, né protezione sociale. Quella che stiamo vivendo forse è davvero una “brutta pagina” della storia della democrazia e dell’umanità.

Quindi alcune domande sorgono spontanee. Si può fare a meno dello stato sociale? Bisogna privatizzare tutti i servizi? Bisogna annientare del tutto il welfare? Naomi Klein nel suo ultimo libro, “This Changes Everything: Capitalism vs. the Climate“, tra l’altro, ha posto la questione che bisogna scegliere tra capitalismo e clima. Forse bisogna anche scegliere tra capitalismo e democrazia, tra capitalismo e giustizia sociale, tra capitalismo e stato sociale. Una società evoluta non può seguire solo la direzione del capitalismo e del neoliberismo demolendo tutto ciò che si trova sul suo passo: garantire diritti, stato sociale, giustizia sociale e democrazia rende una società estremamente progredita e all’avanguardia.

Nessun commento:

Posta un commento