giovedì 25 settembre 2014

Sicilia: Oggi a Menfi consegnati 71 alloggi popolari....PERSERO LA CASA NEL TERREMOTO DEL 1968

Valle del Belìce: Sono stati consegnati stamattina a Menfi 71 alloggi popolari agli ultimi senzatetto che persero la casa nel terremoto del 1968 . . Da 46 anni aspettavano una nuova sistemazione. Gli alloggi sorgono in via Risorgimento, nel popoloso quartiere di San Michele. Tra pochi mesi saranno trascorsi 47 anni dal sisma: e tra chi oggi ha ricevuto le chiavi della sua nuova casa c'è chi, la notte del 15 gennaio 1968, era solo un bambino. È il caso di Giuseppe Alcuri, che non ci crede ancora: "Ho una figlia fidanzata, sono felice che il giorno che si sposerà potrò accompagnarla uscendo da questo alloggio"...Fonte Repubblica.


Quel lontano terremoto, devastante....lo ricordo molto bene, ero bambina, abitavamo al 9° piano...Palermo era la città dei "grattacieli"...venni tirata fuori dal letto, abitavamo in Sicilia dal 1965..mamma mi disse prenditi qualcosa di pesante....capii il pericolo...presi la Barbie....
Scendemmo in strada, mio padre fu l'unico a dire prendiamo l'ascensore, qua rimaniamo incastrati per le scale...mi ricordo le urla....e sempre mio papà che diceva la strada è pericolosa quanto tutto il resto qui..siamo sul vuoto...Mia sorella (all'epoca pensavo di averla) decretò che lei al 9° piano non sarebbe più tornata...mia mamma che lanciava improperi..stava così bene a Torino... andammo al Motel Agip (all'epoca esisteva)... prendemmo le uniche stanze disponibili 17 e 13...mi ricordo la televisione in bianco e nero ed i filmati sul Belìce, la disperazione, i pianti...mi ricordo (ma sono sempre ricordi di bambina), che i primi ad arrivare e montare una tendopoli furono i toscani, ricordo ancora il nome Poggibonsi...Ricordo che al Motel Agip rimanemmo un mese..mi ricordo i Barbera, mi ricordo Marino Barreto Jr. ed il suo barboncino....Mi ricordo che mio papà andò ugualmente a lavorare il giorno dopo...erano in pochissimi..e si beccarono una scossa...Ricordo che poi iniziò l' epidemia di colera..fui inviata a Torino.
Di quel lontano 1968 ne ho sentito parlare negli anni a venire, per molti fu una vera pacchia, molti si sono arricchiti, chi non doveva...hanno ricostruito i paesi..chi se ne è interessato non ha pensato che era gente di campagna...paesi costruiti troppo lontani dalle terre, un' urbanistica che non prevedeva il trattore nel garage...insomma molte cose non furono giuste...troppe sbagliate...ma...sopratutto la strana idea che doveva essere per forza lo Stato a ridarti ciò che la natura ti aveva levato... a parte alcuni tutti hanno atteso, cosa? che si mangiassero un sacco di soldi con la scusa di una "ricostruzione"... Riccarda Balla




Nessun commento:

Posta un commento