martedì 15 luglio 2014

Intanto la Libia è nel caos e chiede aiuto al mondo

Tripoli sta valutando la possibilità di chiedere aiuto alla comunità internazionale per fermare l’ondata di violenze e ristabilire la sicurezza nel paese. Lo ha sottolineato il portavoce dell’esecutivo libico, Ahmad Lamen, citato dall’agenzia Xinhua.



«Il governo – ha affermato – esamina la richiesta di forze internazionali per aiutare a stabilire uno Stato in grado di proteggere i suoi cittadini e le sue risorse». Lamen ha quindi sottolineato che un eventuale intervento internazionale «eviterà il caos e la confusione» e concederà tempo al governo per costruire un esercito e una forza di polizia.
L’annuncio del portavoce arriva mentre non accennano a diminuire le violenze a Tripoli, dove proseguono gli scontri intorno all’aeroporto internazionale. Tensione alta anche a Bengasi, nell’est, dove nelle violenze di ieri tre persone sono morte e decine sono rimaste ferite.

La missione dell’Onu in Libia ha annunciato che procedera’ all’evacuazione del personale ancora presente in Libia “per ragioni di sicurezza”, in particolare dopo gli scontri di ieri nella zona dell’aeroporto di Tripoli.
“L’Unsmil ha annunciato il ritiro del suo personale in Libia per ragioni di sicurezza”, si legge nel comunicato, che ricorda che la missione dell’Onu aveva gia’ evacuato una parte del suo personale la settimana scorsa.
“Si tratta di una misura temporanea. Il personale sara’ di ritorno appena lo consentiranno le condizioni di sicurezza”, si legge nel comunicato. Secondo alcuni testimoni un convoglio Onu ha gia’ lasciato la Libia ieri via terra attraverso la Tunisia, la cui frontiere si trova 170 chilometri ad ovest di Tripoli.

L’aeroporto internazionale di Tripoli e’ stato chiuso ieri per tre giorni a causa di violenti scontri scatenati da un attacco armato contro lo scalo da parte delle milizie islamiche che volevano scacciare le brigate di ex ribelli che lo controllano dal 2011. L’attacco e’ stato respinto dagli ex ribelli di Zenten, una citta’ a sud-ovest di Tripoli e oggi la situazione e’ ancora calma nella capitale, nonostante il timore di una ripresa dei combattimenti.



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