sabato 12 luglio 2014

BREVE STORIA DEL CINEMA - Dall'invenzione alla prima proiezione

L'invenzione del cinema avvenne nell'ultimo decennio del XIX secolo, ma l'idea cinematografica aveva accompagnato l'uomo fin dalle sue origini. Potremmo citare a testimonianza le scene di caccia dipinte nelle Grotte di Altamira, oppure il platonico Mito della caverna, o anche i bassorilievi che avvolgono il fusto della Colonna Traiana, disposti in sequenza come dei fotogrammi su una pellicola. Ma forse basterebbe ricordare che tutti noi, quando la sera chiudiamo gli occhi e cominciamo a sognare, vediamo immagini muoversi da sole e possiamo ascoltarle e percepirle come fossero realtà. Adamo non sognava diversamente da noi. Affinchè l'idea del cinema potesse scendere dall'Iperuranio e manifestarsi in questo mondo, erano però necessari alcuni progressi scientifici e tecnologici. Non a caso il cinema nacque in piena rivoluzione industriale.

Mito della ca
verna



Per prima cosa gli scienziati dovettero comprendere che l'occhio umano riesce a percepire come movimento continuo una serie di immagini fisse, leggermente diverse tra loro, che gli vengono proiettate in rapida successione, ad una velocità di almeno 16 fotogrammi al secondo (fenomeno della persistenza della immagini sulla retina). Strumenti ottici come il fenachitoscopio(1832) o lo zootropio (1833) potevano restituire l'illusione di un movimento continuo proprio basandosi su questo principio: le immagini venivano disegnate su dei rulli scorrevoli azionabili girando una manovella; attraverso un piccolo foro lo spettatore poteva vedere le immagini scorrere e ricevere l'impressione di un movimento continuo. Questi strumenti, utili alla ricerca scientifica, divennero popolari come giocattoli, oggetti capaci di suscitare curiosità e stupore, quegli stessi sentimenti che avrebbero attratto il pubblico nei primi spettacoli cinematografici. Per questa ragione, il cinema delle origini è noto anche come cinema delle attrazioni.


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Un altro requisito fondamentale per la nascita del cinema fu la possibilità di usare la fotografia per riprendere le immagini in successione. Il tempo di esposizione doveva essere molto breve per consentire di scattare almeno sedici fotografie al secondo. Le immagini dovevano inoltre poter essere proiettate alla stessa velocità. Era dunque necessario che potessero venire fissate su supporti flessibili che ne consentissero il rapido scorrere nel proiettore. L'immagine sottostante mostra la più antica foto pervenutaci di Joseph Niéce, pioniere della fotografia. Venne fissata su una lamina metallica e fu necessaria un'esposizione di circa otto ore per realizzarla.



Nel 1888 George Eastman ideò un apparecchio fotografico, che chiamò Kodak, capace di impressionava rulli di carta sensibile. L'anno successivo mise in commercio rulli di celluloide trasparente, compiendo un importante passo in avanti verso la nascita del cinema. Ma una pellicola, lasciata scorrere ininterrottamente all'interno di una macchina da presa o di un proiettore, avrebbe creato un'immagine confusa. C'era perciò bisogno di escogitare un dispositivo che la facesse avanzare ad intermittenza. La macchina da cucire o il tamburo della rivoltella potevano servire da modello. Senza questi presupposti tecnici e scientifici il cinema non avrebbe potuto essere inventato.


Oggi consideriamo il cinema come una forma d'arte, ma coloro che per primi si interessarono alla possibilità di registrare e riprodurre il movimento non furono personalità del mondo artistico. Tra i precursori della nascita del cinema troviamo infatti esponenti del mondo scientifico come Eadweard Muybridge o Étienne Jules Marey.



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Il primo riuscì a fotografare le varie fasi della corsa di un cavallo servendosi di dodici macchine fotografiche posizionate lungo il percorso compiuto dall'animale. Muybridge continuò ad utilizzare e perfezionare la sua tecnica per lo studio del movimento umano ed animale. Nel 1878 creò lozooprassinoscopio, un primo rudimentale proiettore, che funzionava tramite dei dischi rotanti sui quali erano impressi disegni ricavati dalle sue fotografie. Le sue sequenze fotografiche possono essere montate e riprodotte come fossero dei filmati, così in questo esempio | ►|, ma Muybridge non realizzò mai dei film. I risultati delle sue ricerche scentifiche sono raccolti nell'opera Animal locomotion. An electro-photographic investigation of consecutive phases of animal movements (1872-1885).


Anche Étienne-Jules Marey si interessò allo studio del movimento animale e costruì, nel 1882, ilfucile fotografico, uno strumento capace di impressionare dodici fotogrammi in un secondo sfruttando un maccanismo del tutto simile a quello di una comune rivoltella (in inglese, il verbo to shoot ha ancora oggi il duplice significato di sparare ed effettuare una ripresa cinematografica).Marey fu il primo a usare un meccanismo ad intermittenza per impressionare la pellicola fotografica e a lui si deve il più antico filmato della storia del cinema: La vague (1891), realizzato con la sua invenzione.


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Una figura più isolata, ma ben più affascinante, è quella di Émile Reynaud, che nel 1876 aveva messo a punto il prassinoscopio, un'evoluzione dello zootropio. In questo strumento, infatti, le immagini venivano inevitabilmente distorte perché posizionate sulle pareti circolari del tamburo. Nelprassinoscopio di Reynaud le immagini non venivano visualizzate attraverso una fessura, ma riflesse all'esterno attraverso una serie di specchi, senza che avessero subìto alcuna deformazione. Ma la vera grande idea di Reynaud fu quella di applicare al prassinoscopio il più antico sistema di proiezione di immagini conosciuto: la lanterna magica.


Probabilmente importate dalla Cina e derivate dell'antico teatro d'ombre, le lanterne magicheerano note in Europa fin dal XVII secolo. Si componevano di una scatola chiusa al cui interno veniva posta una candela. La luce di questa filtrava attraverso un foro a cui era applicata una lente. Ponendo innanzi al foro un'immagine dipinta su vetro, la si poteva vedere proiettata ed ingrandita su uno schermo. Similmente alla lanterna magica funzionava lo strumento chiamato il mondo nuovo. La differenza era che qui le immagini non venivano proiettate all'esterno, ma lo spettatore doveva guardarle all'interno della scatola. Entrambi questi strumenti erano molto popolari anche nel XIX secolo, utilizzati per scopi didattici ma, sopratutto, per spettacoli di intrattenimento. La visione delle immagini veniva accompagnata dal commento di un imbonitore. Questa figura resterà presente anche nelle prime forme di spettacolo cinematografico, finché il cinema non avrà elaborato un linguaggio in grado di raccontare storie in maniera del tutto autonoma.


Ma torniamo a Reynaud che unendo il prassinoscopio alla lanterna magica aveva creato ilteatro ottico. Questo nuovo strumento era dotato di un sistema di nastri mobili che permettevano a delle lastre di vetro di scorrere innanzi alla luce del proiettore. Su queste lastre erano dipinti a mano, dallo stesso Reynaud, fondali e personaggi. La prima dimostrazione pubblica del teatro otticoavvenne nel 1892 presso il museo Grévin a Parigi.



Il teatro ottico riscosse enormi successi, almeno finché non fecero la loro comparsa nuovi e più pratici sistemi di ripresa e proiezione. Reynaud, disperato, distrusse tutti i suoi apparecchi. Dei suoi lavori non è stato possibile ricostruire altro che Pauvre Pierrot (1892) e Autour d'un cabine(1894) | ►|. Reynaud merita, però, un posto di prim'ordine nella storia del cinema di animazionee Il suo teatro ottico ispirò lo spettacolo cinematografico ideato dai fratelli Lumiére.


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Intanto, negli Stati Uniti, Thomas Alva Edison ed il suo assistente William Dickson, ispirandosi al fucile fotografico di Marey, riuscirono a realizzare un apparecchio in grado di registrare immagini in movimento su pellicola flessibile tramite un meccanismo ad intermittenza. Nacque così la prima macchina da presa funzionante: il kinetografo. Per la visione dei filmati fu invece creato ilkinetoscopio: una grande cassa all'interno della quale erano posizionati dei rulli che permettevano il trascinamento della pellicola. Lo spettatore, azionandoli con una manovella, poteva veder scorrere le immagini attraverso un piccolo foro posto su in cima, un pò come avveniva per il mondo nuovo. Durante la progettazione di questi strumenti, che verranno brevettati nel 1891, Edison ed il suo assistente presero la decisione di utilizzare pellicola da 35mm, lo standard tuttora in uso.Edison non volle destinare alla vendita il kinetoscopio, scelse di noleggiarlo in locali appositamente attrezzati. Il primo locale per kinetoscopi aprì a New York nel 1894 e riscosse un immediato successo commerciale.



Edison cominciò così a girare numerosi filmati che non duravano più di 20 secondi, la quantità massima di pellicola che il kinetoscopio poteva contenere. Inserendo una moneta nell'apposita fessura lo spettatore poteva assistere allo spettacolo. Nel 1895 il kinetoscopio venne reso disponibile anche per uso domestico. Lo strumento di Edison era, però, destinato alla visione singola e per questo venne messo da parte all'apparire di mezzi capaci di proiettare immagini su uno schermo adatto per un pubblico numeroso.


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Nel Regno Unito già nel 1888, Louis Aimé Augustin Le Prince era riuscito ad ottenere immagini animate di persone in un giardino: Roundhay Garden Scene | ►| e William Friese-Greene a filmare alcune scene ad Hyde Park alla velocità di dieci fotogrammi al secondo. Nel 1894 ilkinetoscopio di Edison era stato presentato e premiato a Londra e la sala che esibiva gli apparecchi chiese a Robert William Paul, fabbricante di materiale fotografico, di costruire altre macchine simili. Edison non aveva brevettato la sua invenzione al di fuori degli Stati Uniti, per cui Paul fu libero di vendere le sue macchine a chiunque, agevolando in questo modo la diffusione del cinema in Europa.



Un altro sistema per realizzare e proiettare film era stato inventato in Germania dai fratelliSkladonowsky. Questi riuscirono ad organizzare una proiezione pubblica della durata di circa quindici minuti in un teatro di Berlino il 1 novembre del 1895 anticipando di quasi due mesi i fratelliLumière. Il loro sistema era però ingombrante e poco pratico (anche perché i due fratelli scelsero di utilizzare pellicole da 57mm) e non riuscì ad imporsi sul mercato. Mr Delaware & the Boxing Kangaroo (1895) fu, tra i loro film, quello che riscosse maggior successo.


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Auguste e Louis Lumière erano i proprietari della più grande azienda europea di prodotti fotografici, quando nel 1894 un concessionario del kinetoscopio chiese loro di realizzare pellicole meno costose di quelle di Edison. In poco tempo i due fratelli idearono una piccola ed elegante macchina da presa, il cinematografo, che utilizzava pellicola da 35mm. La macchina da presa montata sul proiettore diveniva sua parte integrante. I Lumière presero inoltre l'importante decisione di filmare alla velocità di 16 fotogrammi al secondo (16 ft/s).



Il 28 dicembre del 1895, i due fratelli organizzarono la prima proiezione pubblica a pagamento presso il Salon Indien del Grand Café di Parigi in Boulevard de Capucines 14. Per un franco i clienti del Grand Café poterono assistere ad uno spettacolo di 25 minuti in cui furono proiettati dieci film.


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Il 28 dicembre 1895 è oggi convenzionalmente considerata la data di nascita del cinema. I Lumière, però, non ne furono i soli inventori, molti erano stati gli uomini, che come abbiamo visto, in vario modo e a vario titolo diedero i loro contributi alla nascita del cinema, contributi che i fratelli lionesi riuscirono per primi a riunire e sintetizzare in uno strumento pratico e funzionante. E i Lumièrefurono gli inventori dello spettacolo cinematografico così come lo intendiamo oggi. La parolacinematografo ( o cinema ) da quel momento indicò non solo l'arte e la tecnica delle immagini in movimento ma anche il luogo deputato a tali proiezioni.







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Riferimenti bibliografici e sitografia

D.Brodwell e K.Thompson, L'invezione e i primi anni del cinema 1880-1904, in Storia del cinema e dei film. Dalle origini al 1945, Editrice Il Castoro, Milano 1998.
Sandro Bernardi, Il cinema prima del cinema. Il mondo come spettacolo , in L'avventura del cinematografo. Storia di un'arte e di un linguaggio , Marsilio Editori, Venezia 2007.
La Repubblica, in Platone, Opere. Vol. II., Laterza, Bari 1867.
Fotografia, in www.treccani.it
Carlo Montanari, Fotografia. Il rapporto tra fotografia e cinema, in www.treccani.it
Brian Coe, George Eastman, in www.victorian-cinema.net
Stephen Herbert, Louis Aimè Augustin Le Prince, in www.victorian-cinema.net
Richard Brown, Birt Acrs, in www.victorian-cinema.net
John Barnes, Robert William Paul, in www.victorian-cinema.net
Doec Rossell, Max Skladanowsky , in www.victorian-cinema.net
Richard Brown, William Kennedy-Laurie Dickson , in www.victorian-cinema.net
Ian Christie, Thomas Alva Edison, in www.victorian-cinema.net
Stephen Herbert, Louis Jean Lumière, in www.victorian-cinema.net
Luke McKernan, Jean Alexandre Louis Promio, in www.victorian-cinema.net
Fenachitoscopio, in www.it.wikipedia.org
Zootropio, in www.it.wikipedia.org
Prassinoscopio, in www.it.wikipedia.org
Lanterna magica, in www.it.wikipedia.org 




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