lunedì 30 giugno 2014

DALL'AVV. Nello Papandrea, DIFENSORE DEI COMITATI NO MUOS

DALL'AVV. Nello Papandrea, DIFENSORE DEI COMITATI NO MUOS:
"IL VOTO DI CAMERA E SENATO LASCIA L’AMARO IN BOCCA, MA RAFFORZA LE CERTEZZE DI UNA BATTAGLIA GIUSTA
Ciò che è avvenuto alcuni giorni a, prima al Senato e poi alla Camera ha dell’ignominioso ma, in fondo, era del tutto prevedibile. I dimostrando una volta ancora di essere vassalli, valvassori e valvassini del governo i nostri parlamentari hanno ficcato la testa sotto la sabbia per non doversi prendere un giorno la responsabilità di decidere.

Ma se era prevedibile, perché abbiamo perseguito la via delle mozioni?
In primo luogo direi perché nessuna via va lasciata intentata. Le mozioni, per come erano formulate, giovavano a far capire che quello del MUOS è un fatto di interesse nazionale e non solamente locale. Una scelta fondamentale di politica internazionale, che era sfuggita alla competenza del parlamento.
Ai partiti ed ai politici – pochi, purtroppo, ma ci sono e si impegnano – che hanno abbracciato la battaglia NO MUOS, abbiamo fornito dei nuovi argomenti.
Poi, nella logica della battaglia No MUOS, quello della presentazione delle mozioni era anche un espediente per far parlare del MUOS le testate nazionali e gli ambienti accademici.
Quanto agli ambienti accademici, possiamo ricordare il Seminario svoltosi all’Università di Catania il 22 Ottobre 2013 nel quale docenti di grande prestigio e credibilità hanno confermato come tutti gli accordi che hanno consentito la creazione delle basi statunitensi sono sostanzialmente illegittimi. Ma ne sono seguiti altri forse meno pubblicizzati nei quali si è giunti alle stesse conclusioni.
Ciò che, invece, ha deluso è stata la stampa che è rimasta latitante, dimostrando sempre la propria subalternità a logiche di potere.
Infine, abbiamo stanato quei partiti, come il PD che senza averlo mai dichiarato, sono ostili alla battaglia NO MUOS ed ora attendiamo di vedere se Parlamentari Siciliani, o amministratori locali del PD, prenderanno le distanze da quanto fatto dal partito. Certo questi signori, non potranno più venirci a parlare di sviluppo, di progresso economico, di integrazione territoriale, di turismo… Hanno condannato una terra ed essere una piattaforma di guerra e, di fronte a tutti i siciliani devono assumersene la responsabilità.
Ovviamente, dopo il lavoro fatto – e qui va ricordato che riuscire a portare in parlamento le mozioni e farle discutere non era affatto un risultato scontato ma ha richiesto impegno e lavoro – le votazioni, prima al Senato e poi alla Camera, lasciano l’amaro in bocca.
Ma questo non cambia niente alla nostra lotta. Restano i militanti in tutta la regione ed anche in tutta Italia, restano tutte le iniziative d’informazione e di azione diretta, restano le azioni giudiziarie. Riguardo a queste ultime, sembrano confortanti e fanno ben sperare le notizie che abbiamo dei lavori avviati dal Prof. D’Amore per il supplemento di verifica che gli è stato chiesto dal TAR.
Abbiamo fatto conoscere all’intera nazione un altro aspetto della battaglia No MUOS, abbiamo messo il Parlamento di fronte alle proprie responsabilità. E se i parlamentari non se le sono volute assumere (le responsabilità), per noi non cambia nulla proseguiamo sulla nostra strada certi delle nostre ragioni.
Chi ha perso sono unicamente quei parlamentari che votando contro hanno dimostrato di non sapere difendere nemmeno il proprio ruolo istituzionale e la propria dignità, dimostrando solo di essere inutili".

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