venerdì 20 giugno 2014

Argentina-Usa, è scontro sul rimborso ai fondi avvoltoi dopo la sentenza di New York

L’Argentina vuole risolvere la crisi del debito aprendo trattative con gli hedge fund. I legali di Buenos Aires e quelli dei fondi speculativi si sono incontrati in tribunale, davanti al giudice Thomas Griesa che ha bocciato il piano di swap al quale Buenos Aires sta lavorando e che prevede che i bond diventino di diritto argentino e non siano piu’ regolati dalle norme americane.

Il piano viola quanto e’ stato stabilito dalla giustizia americana, afferma Griesa, criticando il discorso a reti unificate del presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner, secondo il quale e’ impossibile per il Paese aderire a quanto stabilito dalla Corte Suprema americana, ovvero al pagamento dei titolari di bond in default che non hanno accettato lo swap per poter procedere a quello di coloro che hanno aderito al concambio.
Con la decisione della Corte Suprema americana di rigettare l’appello di Buenos Aires e’ giunto il downgrade del paese da parte di Standard & Poor’s a ‘CCC-’ che vede un aumento del rischio di default. Preoccupato anche il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che teme ripercussioni sul sistema finanziario. Nel messaggio registrato a reti unificate, che ha dato tutto il senso della delicatezza del momento, la presidente ha confermato in sostanza due punti: l’Argentina ribadisce il pagamento del debito gia’ ristrutturato e non accetta nel contempo “estorsioni”, quali quello appunto dalla sentenza Usa. Buenos Aires portera’ avanti “le strategie necessarie affinche’ chi ha avuto fiducia nel paese riceva i propri soldi”, ha sottolineato la Kirchner, ripetendo piu volte il concetto “trattative”.
“Il discorso del presidente e’ un problema. Non mi da’ fiducia in un impegno in buona fede a onorare tutti gli obblighi” mette in evidenza Griesa. Pesanti anche le affermazioni del ministro dell’Economia argentino, Alex Kicillof, che ha parlato di “fondi avvoltoi” che vogliono mandare all’aria la ristrutturazione del debito.
“Mi e’ stato detto che c’e’ in programma una visita qui”, a New York, “la prossima settimana” con i titolari di bond che non accettato il concambio per “risolvere la situazione”, afferma Carmine Boccuzzi, il legale dell’Argentina. Affermazioni che innescano il rally dei bond argentini, dopo le pressioni al ribasso degli ultimi giorni seguite alla decisione della Corte Suprema americana.
I titoli di stato dell’Argentina sono scesi nella mattinata di ieri ai minimi degli ultimi tre mesi per poi bruciare le perdite e salire grazie all’apertura al negoziato. “Trattare va bene. Come giudice quello che voglio – afferma Griesa – e’ un meccanismo legale che prevenga un’altra situazione in cui un Paese puo’ semplicemente mettersi a ridere” del giudizio di altri.
La sentenza di Griesa riguarda direttamente una partita di un miliardo e mezzo di dollari, ma in realtà i possessori dei titoli che non hanno accettato lo swap hanno la proprietà di un valore nominale di quindici miliardi.

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