ROMA - La guerra civile in Ucraina mette a rischio la pace in Europa.
L'allarme si leva da Mosca, nel giorno in cui a Sloviansk, bastione del
separatismo filorusso nell'est del paese, si contano 4 militari uccisi e
una trentina di feriti tra le fila governative, oltre a una decina di
morti e 20-25 feriti nel campo avverso, civili compresi.
I ribelli hanno abbattuto anche un elicottero, un Mi-24, il 3° dalla
ripresa del blitz di Kiev. Si moltiplicano i moniti e le iniziative
diplomatiche per fermare la spirale delle violenze nel Donbass, cuore
industrial-minerario (russofono) del Paese. Il ministero degli esteri
russo ha chiesto a Kiev di «porre fine allo spargimento di sangue,
ritirare le truppe e mettersi finalmente al tavolo delle trattative». E
ha ammonito che «sta maturando una catastrofe umanitaria nelle città
assediate, dove si avverte la mancanza di medicinali e inizia
l'interruzione nell'approvvigionamento alimentare».
Lo stesso ministero russo ha pubblicato un Libro Bianco di 80 pagine nel
quale denuncia in Ucraina «rilevanti violazioni di massa dei diritti
umani» da parte delle «forze ultranazionaliste, estremiste e
neonaziste», invitando la comunità internazionale a reagire per evitare
«conseguenze distruttive per la pace, la stabilità e lo sviluppo
democratico dell'Europa».
Al Cremlino è atteso domani il presidente di turno dell'Osce, Didier
Burkhalter. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha condiviso la
proposta di una seconda conferenza di Ginevra, dopo il fallimento della
prima. Anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, si è detto
disponibile a offrire la sua mediazione. Anche la Casa Bianca ha fatto
sentire la propria voce: le violenze di queste ore sono «inaccettabili» e
«i responsabili dovranno essere assicurati alla giustizia», ha detto il
portavoce, Jay Carney. -LEGGO-

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