giovedì 10 aprile 2014

Pesaro, 10mila sms per adescare una 12enne. 50enne arrestato, smantellata rete di pedofili

PESARO - Amo quando fai la doccia, fammi la fotina». «Piccolina vieni qui voglio darti tnt bacini sul visino». «Sei bellissima, il mio angelo». «Amo... ti ricarico». Sono alcuni dei messaggi (7000 su WhahtsApp, 2197 sms e squilli per videocollegamenti Skype, 133 telefonate, 106 contatti su Messenger, 6 ricariche telefoniche accertate) intercettati dalla polizia postale in un anno d’indagine. L’operazione anti pedofilia, in codice «Micione mio» (dal modo in cui una ragazzina chiamava uno dei suoi contatti) ha permesso di denunciare ben 27 persone in tutta Italia. Due degli indagati vivono in piccoli centri della provincia di Pesaro: uno è un cinquantenne disoccupato, l’altro un pensionato sesssantenne.   Le indagini sono partite un anno fa dalla denuncia di una famiglia di Udine alla Procura della Repubblica di Trieste. I genitori avevano notato strani comportamenti da parte della loro figlia dodicenne e avevano scoperto, poi, fotografie ed email a dir poco sospette sul suo pc, nonché centinaia di sms e chat WhatsApp. Le analisi tecniche e le dichiarazioni della ragazzina hanno permesso, in quattro mesi, di risalire al suo adescatore: un cinquantenne del Pesarese che aveva creato un falso profilo e, per entrare in confidenza con lei, si era spacciato per adolescente. Una volta adescata, la ragazzina era stata indotta a inviare video e foto che la ritraevano in atteggiamenti erotici. Contatti fisici, tra lei e il cinquantenne, non ci sono mai stati: ma secondo gli investigatori ci sarebbe mancato poco, nel senso che quando l’hanno scoperto, c’era già stato un contatto telefonico e il prossimo passo sarebbe stato un appuntamento.
Le indagini, poi, si sono allargate, fino a ricostruire una vera e propria rete di persone (tra i 29 e i 54 anni, anche due ultrasessantenni, di tutte le estrazioni sociali: impiegati, professionisti, studenti, operai, pensionati, anche quattro persone già note per reati di pedofilia e violenza sessuale) che adescavano le minorenni con una community di Netlog e, dopo essere scambiati i riferimenti, dialogavano con loro via Messenger, Skype e WhatsApp. Alcuni si spacciavano per promoter di agenzie di moda; altri, più esplicitamente, si facevano mandare foto e video in cambio di ricariche telefoniche. L’ultima fase dell’operazione ha portato all’esecuzione di 26 perquisizioni, con il sequestro di 22 pc, 46 hard disk, 508 cd e dvd, 46 pen drive usb, 50 cellulari, 11 memory card: tutto materiale utile per proseguire le indagini. Le due perquisizioni in provincia sono state effettuate dalla polizia postale di Udine e da quella di Pesaro.    -LEGGO-

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