sabato 22 marzo 2014

Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici (RAEE): la nuova frontiera delle ecomafie



Ora sembra che questi rifiuti siano diminuiti. Buona notizia? Non proprio, poiché la diminuzione sarebbe determinata da un crescente interessamento da parte delle ecomafie.

Il Centro di Coordinamento RAEE ha mostrato, a Milano, il sesto rapporto annualesul ritiro ed il trattamento. Le conclusioni del lavoro concedono diversi spunti di riflessione. Nel 2013, i RAEE raccolti sono stati pari a 225.931 tonnellate. La cifra sembrerebbe elevata ma in realtà rappresenta un cattivo risultato per due motivi.Primo perché i RAEE totali del 2013 dovrebbero essere circa 800mila tonnellate.Ciò significa che il 70% dei rifiuti annuali non è stato correttamente smaltitonegli appositi centri di raccolta. Seconda cosa, i dati RAEE del 2013 sono diminuiti del 5% rispetto a quelli del 2012, che a sua volta erano già scesi del 12% se paragonati alle 260.090 tonnellate del 2011. Conclusione: ci sono molti meno rifiuti elettrici ed elettronici in circolazione.
I motivi di questa riduzione sono diversi, alcuni leciti altri meno. La prima causa è di natura fisiologica:  dal 2009 al 2012 l’Italia ha vissuto il passaggio al Digitale Terrestre. Per molti, ciò ha rappresentato l’occasione per sostituire i vecchi televisori col tubo catodico per tv di ultima generazione e con il decoder integrato. Il picco massimo per la sostituzione è stato dunque il 2010-2011. Oggi si buttano quindi meno televisori perché quasi tutti ne hanno comprato uno nuovo di recente. C’è poi il fattore crisi economica. Ci sono meno soldi quindi si comprano meno apparecchi nuovi.
E poi c’è l’illegalità e la disinformazione sulla smaltimento. A dirlo è Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente: “Dipende dalla scarsa informazione sull’esistenza dei centri di raccolta, da norme che non aiutano chi vuole smaltire nel modo corretto e dalla mancanza di centri di raccolta comunali. Dove questi sono attivi, abbiamo visto un aumento della raccolta autorizzata di RAEE”.
Infine ecco le ecomafie. In parallelo al mercato legale, infatti, c’è un “fiorente mercato fatto di discariche abusive, traffici illeciti anche internazionali, inquinamento, truffe e criminalità ambientale, che sfruttando il lavoro nero e la manodopera a basso costo, sottrae profitti all’economia legale, inquina i terreni, minaccia la salute pubblica e fa prosperare le ecomafie”. Basta analizzare quante sono state, tra il 2009 e il 2013, le discariche abusive sequestrate in Italia: 300. Il 13,4% di queste si trovano in Puglia, il 12,7% in Campania e l’11% in Calabria e Toscana. Numeri impressionanti che hanno ribattezzato queste mafie col nome di “pirati del RAEE”.
Alcuni dati statistici. Il Centro di Coordinamento RAEE ha diviso l’Italia in tre macro-regioni. Al Centro si raccolgono 4kg di RAEE per abitante, in perfetta media con le cifre preventivate. Al Nord si raccoglie più del dovuto mentre il Sud è il maggior responsabile di questo calo di migliaia di tonnellate di RAEE. La Valle d’Aosta è la Regione più virtuosa con una raccolta di 8,27 kg per abitante. In termini assoluti, la regina è la Lombardia: 46 mila tonnellate di RAEE. Anche per quanto riguarda la diffusione di centri di raccolta, la Lombardia non ha eguali: 834.
fonte: http://it.ibtimes.com/a

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